La piaga del bracconaggio non coinvolge solamente gli animali in libertà in Africa, per una domanda sempre più elevata nella vicina Asia, ma anche esemplari in strutture protette del Vecchio Continente. È quanto accaduto in questi giorni in Francia, dove un rinoceronte ospitato in uno zoo è stato ucciso da alcuni malintenzionati, per strapparne il prezioso corno.

L’animale è stato trovato dallo staff ormai senza vita, con il corno principale tagliato di netto, mentre il secondo solo parzialmente rimosso. Un dettaglio, questo, che lascerebbe intendere come i bracconieri abbiano agito in velocità, prima dell’arrivo della sorveglianza: è probabile abbiano lasciato il lavoro incompiuto dato l’esaurimento del tempo a loro disposizione.

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Vince era nato nei Paesi Bassi il 22 settembre del 2012, per poi essere trasferito nel 2015 vicino a Parigi, insieme al compagno Bruno. La struttura, il Thoiry Zoo, ospita anche altri esemplari, quali la trentasettenne Gracie, tuttavia ignorati dai bracconieri forse per mancanza di tempo. A seguito dell’attacco, è stata aperta un’inchiesta per comprendere come i malintenzionati abbiano avuto accesso alla struttura, nonché con quale arma il rinoceronte sia stato soppresso. Nel mentre, lo staff dello zoo ha pubblicato su Facebook un messaggio di shock e cordoglio, ancora incredulo per quanto accaduto.

Il corno di rinoceronte è molto richiesto sul mercato nero, in particolare quello asiatico, sia per collezionismo che per la medicina tradizionale locale. Sebbene la scienza abbia ormai da decenni smentito che tale corno possa avere anche il più vago potere curativo, leggende e credenze continuano a sopravvivere nonostante le evidenze. Un mercato che si prospetta, per i bracconieri, particolarmente redditizio: un singolo esemplare può arrivare a costare anche 40.000 euro.

La piaga del bracconaggio sta mettendo a serio repentaglio la sopravvivenza dei rinoceronti, in particolare quelli delle specie più rare. I rinoceronti bianchi settentrionali, con solo tre esemplari oggi in vita, sono ad esempio a elevato rischio d’estinzione nei prossimi anni.

7 marzo 2017
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