Bracconaggio: gli elefanti evolveranno perdendo le zanne

Gli elefanti potrebbero evolvere perdendo le loro zanne, affinché possano sfuggire dai bracconieri. È quanto dimostra uno studio condotto in Mozambico, di cui fornisce un dettagliato resoconto il National Geographic, relativo all’aumento di esemplari “tuskless” – ovvero senza zanne – presso il locale Gorongosa National Park.

Il Mozambico è da tempo affetto dalla piaga del bracconaggio, tanto da vedere praticamente sterminata la propria popolazione di grandi pachidermi. Dei 4.000 che abitavano il Parco Nazionale decenni fa, oggi ne rimangono poche centinaia. Normalmente, gli elefanti africani che nascono senza zanne rappresentano dal 2 al 4% di tutta la popolazione, ma in questa zona del Continente si è assistito a un rapido incremento, in particolare dal 1992. Pare che oggi le femmine nate senza parti in avorio rappresentino addirittura il 32% dei pachidermi ospitati presso il Gorongosa.

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Secondo gli esperti, data la drammatica situazione del Mozambico tra guerre e bracconaggio, l’assenza di zanne rappresenta per gli elefanti un vantaggio biologico e, di conseguenza, è probabile che questo tratto stia diventando lentamente dominante. A oggi, però, non è noto perché questa peculiarità stia coinvolgendo unicamente le femmine, sebbene presente sul cromosoma X.

Ryan Long, ecologista comportamentale presso l’Università dell’Idaho e National Geographic Explorer, ha così commentato il cambiamento di questi elefanti:

La prevalenza nell’assenza delle zanne è davvero notevole e sottolinea il fatto che alti livelli di bracconaggio facciano molto di più che eliminare soggetti da una popolazione. Le conseguenze di questi cambiamenti drammatici per gli elevanti sono ancora tutti da esplorare.

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Al momento, non sembra che gli esemplari senza zanne stiano incontrando particolari difficoltà nell’alimentarsi, sebbene questi annessi siano spesso utilizzati per strappare rami e rimuovere la vegetazione. La maggior parte delle femmine analizzate sostituisce questa funzione con la proboscide, masticando poi normalmente con i denti. Non sembrano essere ancora noti, invece, gli effetti sul fronte della difesa da attacchi e nemici.

13 novembre 2018
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