La piaga del bracconaggio non sembra subire sufficienti freni. In particolare in Africa, dove si assiste a una preoccupante crescita delle uccisioni di elefanti e rinoceronti, per la rivendita sul mercato nero asiatico di zanne e corni. Un nuovo studio, tuttavia, rivela effetti ancora più nefasti dalla caccia di frodo: con l’uccisioni delle elefantesse delle foreste, le grandi matriarche del continente, si rischia di danneggiare irrimediabilmente gli ecosistemi locali, ben oltre agli stessi pachidermi.

La rivelazione arriva dagli scienziati della Wildlife Conservation Society, dell’Università di Stirling e dall’Amboseli Trust for Elephants. Secondo quanto spiegato, l’uccisione delle grandi elefantesse minaccia la sostenibilità e la sopravvivenza dell’intera foresta pluviale, perché i grandi pachidermi hanno un ruolo ben preciso nella diffusione e nella propagazione dei semi delle piante.

Gli elefanti si riuniscono in gruppi societari sostanzialmente matriarcali: le rappresentanti più anziane, grazie alla loro memoria, guidano l’intero gruppo nelle intense migrazioni, illustrando agli altri esemplari quali siano i percorsi da seguire e quali quelli da evitare, come gestire i pericoli, quali cibi siano sicuri da ingerire. Durante queste attività, in particolare nella ricerca di frutta e vegetali, gli elefanti fungono indirettamente da distributori di semi e semenze, che trasportano sul loro corpo anche per svariati chilometri di distanza. Con l’uccisione di queste elefantesse, non solo i pachidermi più giovani perdono un punto di riferimento importante per la loro sopravvivenza, ma il naturale processo di distribuzione delle specie vegetali locali viene irrimediabilmente interrotto. Così spiegano i ricercatori, a margine della pubblicazione dello studio su Conservation Biology:

Siamo consapevoli del catastrofico declino degli elefanti delle foreste sin dal 2013. Così come per gli esemplari della savana, l’impatto più grande è sull’uccisione delle matriarche.

La sfida del futuro è quindi comprendere come la distruzione dei ruoli sociali, definiti proprio dalle matriarche, possa influire sulla vita e sull’evoluzione degli elefanti. Nella savana, ad esempio, si assiste a una maggiore vita notturna, per esemplari molto più stanziali, a causa del bracconaggio. Per quelli della foresta, invece, non è ancora possibile fare previsioni perché più difficili da seguire, anche se si ipotizza l’impatto comportamentale possa essere il medesimo.

13 maggio 2016
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