La piaga del bracconaggio non trova tregua in Africa, dove migliaia di elefanti vengono uccisi ogni anno per la vendita delle zanne sui mercati illeciti asiatici. Un problema che non ha ancora trovato una soluzione adeguata, sebbene da tempo le autorità locali e le organizzazioni internazionali stiano provando i più disparati approcci, tra cui il sequestro e la distruzione di tutti i prodotti in avorio. Dallo Zimbabwe arriva una storia decisamente preoccupante, ma anche simbolo di speranza: un elefante, infatti, è sopravvissuto ai colpi di fucile dopo un’aggressione da parte dei cacciatori di frodo.

L’elefante, un maschio, è stato rinvenuto all’interno del parco nazionale Pana Pools, da alcuni veterinari del progetto di conservazione Aware. Rinominato Pretty Boy, l’animale presentava vistose ferite da arma da fuoco lungo il corpo, in particolare sul volto, ma è incredibilmente sopravvissuto alle pallottole. Nel mentre, le autorità preposte alla salvaguardia dei pachidermi nel parco hanno segnalato altri due esemplari feriti nella stessa area.

Dopo averlo sedato, i veterinari sono entrati subito in azione per trattare le ferite dell’elefante, nonché per estrarre eventuali pallottole. Così come ha spiegato Lisa Mirabini, direttrice di Aware, l’elefante in questione è stato incredibilmente fortunato: è probabile che la pallottola sia rimbalzata sul cranio, lasciando quindi una ferita nella zona della fronte, senza però danneggiare organi vitali e importanti vasi sanguigni.

Di circa 25 anni, l’elefante è stato quindi sottoposto ai raggi X, da cui è emersa un’infezione conseguente alle ferite. Inoltre, è stato necessario rimuovere un frammento osseo: nonostante le condizioni, e un processo di guarigione abbastanza lungo da affrontare, gli esperti hanno fiducia in un completo recupero.

Ogni anno vengono uccisi migliaia di elefanti per colpa di bracconieri senza scrupolo. Si stima che, nel solo periodo dal 2010 al 2012, ben 100.000 pachidermi abbiano perso la vita a causa dei cacciatori di frodo, il tutto per rispondere alla domanda cinese di avorio.

17 giugno 2016
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