Chi sbaglia paga. Questo era stato in sintesi il messaggio che Obama aveva lanciato alla British Petroleum (BP), gestore della Deep Water Horizon, la piattaforma da cui ha avuto origine il disastro della Louisiana.

E l’azienda petrolifera britannica non ha potuto fare a meno di accogliere le richieste del Presidente degli Stati Uniti dichiarando, con le parole di Tony Hayward:

Concordo con il presidente Obama, che la massima priorità ora è di fermare la fuoriuscita e limitarne i danni. Ribadisco il mio impegno con la Casa Bianca nel garantire che Bp farà tutto ciò che è possibile per fermare la perdita, ripulire le acque e proteggere le coste della costa del Golfo.

Intanto il danno economico si fa cospicuo, anche se sembra sparire di fronte a quello ambientale, evidenziato anche da nuove immagini diffuse da Greenpeace. A preoccupare tutti in queste ore è la tempistica per la chiusura della “falla”: le previsioni più ottimistiche parlano di almeno una settimana, ma, dati alla mano, se dovessero fallire i tentativi di questi giorni, potrebbero, allora, passare mesi prima che l’emergenza rientri.

La difficoltà maggiore sembra risiedere nella profondità a cui “pescava” il petrolio l’impianto della Bp, secondo l’esperto Matthew Simmons, intervistato dal Sole24Ore, tappare la falla sarebbe un’impresa quasi impossibile. Ecco le parole di Simmons:

Nessuno sta dicendo la verità, sulla gravità della situazione. Credo che ci sia il serio rischio che a quella profondità, a quella pressione, a quella temperatura (gelido il mare e caldissimi gli idrocarburi) e senza visibilità, sarà impossibile tappare la falla

4 maggio 2010
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I vostri commenti
Ratamusa, giovedì 6 maggio 2010 alle22:10 ha scritto: rispondi »

Pare che per non limitare i profitti (mia supposizione) abbiano limitat anche i costi dell'assicurazione contro queste cose. La polizza pagata copre pochissimo... Letto in giro nelal rete. Da leggere e prendere con cautela. Non voglio pensare che siano così incoscienti da fare un'idiozia simile in nome del profitto alle spalle del pianeta (e quindi anche loro....).

Guido Grassadonio, giovedì 6 maggio 2010 alle20:00 ha scritto: rispondi »

@Ratamusa non sono mai stato un fan delle industrie petrolifere e mi è davvero difficile pensare che non ci sia stata un po' di incuria dietro l'incidente. Ma la perdita di credibilità internazionale che la Bp sta subendo in queste ore è sicuramente un movente sufficiente per darsi da fare. Difficilmente non faranno davvero tutto il possibile per risolvere un problema che, di fatto, può metterli in ginocchio come azienda.

Eugy 97, giovedì 6 maggio 2010 alle19:05 ha scritto: rispondi »

Io dovevo solo fare una ricerca ma ora sono scandalizzata...

Ratamusa, mercoledì 5 maggio 2010 alle19:40 ha scritto: rispondi »

@2: Non so se valga anche per il petrolio, ma dovrebbero esserci dispositivi sensibili alla pressione: se varia troppo.....Chiudono tutto. Ma non sono sicuro. Prendere con beneficio d'inventario. @3 ....Stiamo pagando il conto per quei guai.....

maria, mercoledì 5 maggio 2010 alle17:44 ha scritto: rispondi »

X Ratamusa; purtroppo nei guai è la natura!

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