Bp al lavoro per chiudere la falla della Deepwater Horizon, missione impossibile a causa della profondità?

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Chi sbaglia paga. Questo era stato in sintesi il messaggio che Obama aveva lanciato alla British Petroleum (BP), gestore della Deep Water Horizon, la piattaforma da cui ha avuto origine il disastro della Louisiana.

E l’azienda petrolifera britannica non ha potuto fare a meno di accogliere le richieste del Presidente degli Stati Uniti dichiarando, con le parole di Tony Hayward:

Concordo con il presidente Obama, che la massima priorità ora è di fermare la fuoriuscita e limitarne i danni. Ribadisco il mio impegno con la Casa Bianca nel garantire che Bp farà tutto ciò che è possibile per fermare la perdita, ripulire le acque e proteggere le coste della costa del Golfo.

Intanto il danno economico si fa cospicuo, anche se sembra sparire di fronte a quello ambientale, evidenziato anche da nuove immagini diffuse da Greenpeace. A preoccupare tutti in queste ore è la tempistica per la chiusura della “falla”: le previsioni più ottimistiche parlano di almeno una settimana, ma, dati alla mano, se dovessero fallire i tentativi di questi giorni, potrebbero, allora, passare mesi prima che l’emergenza rientri.

La difficoltà maggiore sembra risiedere nella profondità a cui “pescava” il petrolio l’impianto della Bp, secondo l’esperto Matthew Simmons, intervistato dal Sole24Ore, tappare la falla sarebbe un’impresa quasi impossibile. Ecco le parole di Simmons:

Nessuno sta dicendo la verità, sulla gravità della situazione. Credo che ci sia il serio rischio che a quella profondità, a quella pressione, a quella temperatura (gelido il mare e caldissimi gli idrocarburi) e senza visibilità, sarà impossibile tappare la falla

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  • Ratamusa

    Scusate il mio modo di esprimermi ma l’impressione che ne ho ricavato è che….Troppi profitti andrebbero persi. Se Volessero davvero riparare quella falla o quelle falle potrebbero farcela. Ma non vogliono. troppo dannoso per i loro profitti. Solo i profitti contano.
    In quel luogo la perforazione è costosa, forse hanno pure risparmiato sulle tubature e ora sono nei guai…

  • Guido

    Non sono un esperto in questo campo, ma molti guai si possono evitare se si è previdenti.
    Negli impianti elettrici ci sono gli interruttori automatici che staccano in caso di sovraccarico, cortocircuito o dispersione della corrente.
    In questi impianti non si possono inserire rubinetti automatici (anche vicini al fondo del mare) che si chiudono da soli quando si interrompe un segnale di “restare aperti”?

  • maria

    X Ratamusa; purtroppo nei guai è la natura!

  • Ratamusa

    @2:
    Non so se valga anche per il petrolio, ma dovrebbero esserci dispositivi sensibili alla pressione: se varia troppo…..Chiudono tutto.
    Ma non sono sicuro. Prendere con beneficio d’inventario.

    @3
    ….Stiamo pagando il conto per quei guai…..

  • Eugy 97

    Io dovevo solo fare una ricerca ma ora sono scandalizzata…

  • http://landofnowhere.splinder.com Guido Grassadonio

    @Ratamusa

    non sono mai stato un fan delle industrie petrolifere e mi è davvero difficile pensare che non ci sia stata un po’ di incuria dietro l’incidente. Ma la perdita di credibilità internazionale che la Bp sta subendo in queste ore è sicuramente un movente sufficiente per darsi da fare. Difficilmente non faranno davvero tutto il possibile per risolvere un problema che, di fatto, può metterli in ginocchio come azienda.

  • Ratamusa

    Pare che per non limitare i profitti (mia supposizione) abbiano limitat anche i costi dell’assicurazione contro queste cose.
    La polizza pagata copre pochissimo…

    Letto in giro nelal rete. Da leggere e prendere con cautela.
    Non voglio pensare che siano così incoscienti da fare un’idiozia simile in nome del profitto alle spalle del pianeta (e quindi anche loro….).