Boy George, l’iconico cantante dei Culture Club nonché DJ e stilista, elogia la dieta vegana: grazie a questo regime alimentare è riuscito a perdere oltre 20 chili di peso. E sul suo smartphone vi è sempre una fotografia datata 2009 – quando l’artista ha mostrato qualche chiletto di troppo agli onori delle telecamere – per ricordare a se stesso quanto impegno abbia richiesto tornare in piena forma.

Quando si pensa a Boy George, il rimando è sempre agli anni ’80. Truccatissimo, con lunghe treccine e accessori colorati, impossibile è non ricordarlo magro e slanciato in video storici come quello di “Karma Chameleon” o di “Do You Really Want To Hurt Me?”. Con il passare degli anni il peso è però aumentato – complice anche uno stile di vita non sempre salutare – fino a raggiungere il picco nel 2009, poco prima del suo arresto per aver rinchiuso nella propria abitazione un escort.

E proprio il carcere sembra aver dato nuovo impulso al cantante, deciso a ricominciare una vita all’insegna del benessere e della salute:

Dopo che sono uscito di prigione ho perso 20 chili in due anni grazie alla dieta vegana e all’esercizio fisico, ma non riuscivo a raggiungere l’ultimo degli obiettivi. Così un amico mi ha fatto conoscere la nutrizionista Amelia Freer, la quale ha creato un piano metabolico. Sto evitando zuccheri, glucosio e cibo trattato.

Pur ammettendo di lasciarsi andare di tanto in tanto a qualche vizio – ad esempio le irrinunciabili barrette di cioccolato e caramello – i risultati non si può dire non siano arrivati. A 52 anni, Boy George ha ritrovato lo splendore e la magrezza degli eighties. E con sé porta sempre le immagini del suo aumento di peso, per non dimenticare l’impegno e i sacrifici dell’essere tornato in ottima forma grazie alla conversione vegana.

Non riuscivo nemmeno a guardare queste immagini pochi anni fa. Ora le vedo e semplicemente non riesco a riconoscermi, non mi assomigliano affatto. Ma le tengo sul mio telefono così posso mostrarle alle persone: “Questo è il mio io lusinghiero… e questo non lo è!”.

16 novembre 2013
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