Botswana, vietato cavalcare gli elefanti

È una decisione importante, quella presa dalle autorità del Botswana in un’ottica di protezione degli elefanti. A partire dalla fine di dicembre, infatti, entrerà in vigore una normativa pensata per escludere la possibilità di cavalcare i grandi pachidermi, sia per ragioni lavorative che di turismo. Una scelta nata dalla constatazione come questi esemplari, oltre a sopportare un grande sforzo fisico per il trasporto delle persone, siano spesso costretti a condizioni di vita non consone per la loro natura.

Il Botswana è da sempre un Paese molto attento al benessere degli elefanti, un impegno riconosciuto dagli stessi animali. Negli ultimi tempi, infatti, si assiste a una modifica sostanziale dei flussi migratori dei pachidermi, i quali spontaneamente raggiungono in grande numero la nazione, poiché al riparo del pericolo del bracconaggio. Non stupisce, di conseguenza, che le istituzioni locali abbiano voluto legiferare in loro favore.

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Il divieto, voluto fortemente dal Ministro dell’Ambiente TK Khama, ha come obiettivo quello di migliorare le condizioni di vita e di salute degli elefanti costretti alla vita in cattività. Grazie a una ricerca condotta dal dipartimento dello stesso ministero, è emerso come gli elefanti mostrino evidenti segni di stress dal trasporto delle persone, nonché siano forzati a sorreggere dei pesi fin troppo eccessivi nonostante la loro stazza. Inoltre, la richiesta di pachidermi per il trasporto porta alla disgregazione dei naturali gruppi sociali in cui gli animali sono inseriti: questi animali, in modo simile all’uomo, formano infatti gruppi molto coesi, di stampo matriarcale, e la rimozione di un esemplare dal gruppo può portare a scompensi difficili da rimarginare nel tempo.

Secondo quanto reso noto dall’organizzazione non governativa World Animal Protection, il ricorso agli elefanti per il trasporto, in particolare di turisti, sarebbe in rapida crescita. Proprio approfittando dei turisti provenienti dall’estero, molti locali possono contare su una remunerazione decisamente sopra la media nazionale, se paragonata al costo dell vita locale. Gli stessi turisti, inoltre, sembrano essere ignari delle conseguenze di queste passeggiate sul dorso dei pachidermi: in molti vi si avvicinano proprio perché amanti degli elefanti, senza immaginarne la sofferenza alla base.

L’organizzazione sopracitata, infine, ha voluto sottolineare come gli elefanti scelti per l’intrattenimento dei turisti siano spesso legati a catene o rinchiusi in spazi molto stretti, frequentemente in solitudine e con dosi ridotte di cibo e acqua.

15 dicembre 2016
Fonte:
IOL
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