BorsaRifiuti.com, l’eBay dei rifiuti aziendali

Ha già otto anni, ma rappresenta uno dei servizi di maggiore innovazione, non solo in Italia dove è nato, ma anche in sede internazionale, visto l’elevato numero di utenti che da più di 50 paesi ne sfruttano la versione inglese.

Si tratta del portale Borsarifiuti.com, un sistema che si propone di offrire al mondo delle imprese l’accesso alla migliore soluzione possibile in questo settore: il riutilizzo, secondo la nota “regola delle tre R”: riduzione, riutilizzo, riciclo).

Questa non è che una maniera semplice per descrivere un servizio complesso, che permette alle imprese di qualsiasi genere e provenienza, di avere accesso ai più innovativi sistemi esistenti di gestione dei rifiuti. Questo avviene mettendo direttamente in contatto le aziende, per permettere loro lo scambio di materiale di avanzo, rifiuto per chi vende, preziosa materia prima per chi acquista. Ciò a riprova dell’ormai consolidata regola che una gestione corretta dei rifiuti è un’opportunità economica prima che ecologica.

Dai macchinari inutilizzati, agli scarti di produzione veri e propri; dai servizi di smaltimento speciale, a quelli di intermediazione per la gestione dei rifiuti. Sono questi i beni, oggetto della compravendita che ogni mese interessa più di 15.000 utenti sul solo portale italiano.

In più, il sito mette a disposizione delle aziende che ne fanno uso una serie di informazioni sui sistemi di gestione avanzata dei rifiuti, cui altrimenti difficilmente avrebbero accesso, divenendo così una preziosa risorsa economica per le imprese virtuose che ne fanno uso.

Il sistema, nato da una semplice idea di due ragazzi di Bologna, e promosso da una società (la Garwer SRL) controllata dall’ENEA e focalizzata nel settore, può rappresentare un importante contributo verso la soluzione di un grave problema in materia rifiuti nel nostro paese.

Come spesso si è discusso, infatti, la questione campana dei rifiuti ha molto avuto a che fare con il fenomeno dello smaltimento a “prezzo ridotto” di rifiuti industriali, di quelle “aziende del nord” spesso comunemente messe sotto accusa come corresponsabili del disastro ambientale.

Un motivo in più per apprezzare questo efficace sistema di gestione rifiuti, in cui il nostro paese per una volta ha saputo dare un’efficace risposta alla questione.

22 ottobre 2008
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I vostri commenti
Mariano, martedì 15 settembre 2015 alle11:25 ha scritto: rispondi »

L'idea è ovviamente utile, sia alle imprese produttrici che agli impianti di recupero.

amelia, lunedì 29 giugno 2015 alle13:35 ha scritto: rispondi »

salve L'iniziativa mi sembra ottima. e penso a tante aziende che come noi producono rifiuti non tossici e che potrebbero venire riutilizzati. Noi nel frattempo paghiamo fior di quattrini per lo smaltimento. il nostro scarto consiste in segatura,riccia e rifili di legno e per quello che conosco sò che alcuni comuni utilizzano questi rifiuti per scaldare e produrre acqua calda l'intero comune; mi piacerebbe sapere perchè se à una buona iniziativa altri comuni non l'adottano. con questo non dico di non dover pagare nulla, ma di non dovere avere dei costi cosi elevati. Grazie per l'attenzione

Francesco, giovedì 23 ottobre 2008 alle9:59 ha scritto: rispondi »

Ciao Livia, chissà che anche voi non possiate mettere in vendita su un circuito come questo i vostri rifiuti, visto che mi sembrano estremamente riusabili e rivendibili! In questo modo, potreste anche abbattere i costi dello smaltimento comunale, essendo minore la quantità di rifiuti.. Per il resto, le politiche che i municipi dovrebbero adottare sono davvero tante in materia, anche a livello privato, dove basterebbe davvero un'incentivo minimo di riduzione sulla "cara" bolletta della spazzatura che paghiamo tutti per avere risultati diffusi straordinari

Livia Bonaga, giovedì 23 ottobre 2008 alle8:05 ha scritto: rispondi »

L'iniziativa mi sembra ottima. e penso a tante aziende che come noi producono rifiuti non tossici e che potrebbero venire riutilizzati. Noi nel frattempo paghiamo fior di quattrini per lo smaltimento. il nostro scarto consiste in segatura,riccia e rifili di legno e per quello che conosco sò che alcuni comuni utilizzano questi rifiuti per scaldare e produrre acqua calda l'intero comune; mi piacerebbe sapere perchè se à una buona iniziativa altri comuni non l'adottano. con questo non dico di non dover pagare nulla, ma di non dovere avere dei costi cosi elevati. Grazie per l'attenzione Livia

Francesco de Augustinis, mercoledì 22 ottobre 2008 alle17:01 ha scritto: rispondi »

Grazie per la precisazione nata da una mia piccola svista, e complimenti per la vostra lodevole iniziativa Francesco

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