È una pianta abbastanza conosciuta sullo Stivale, dove è impiegata come erba aromatica in diverse ricette della dieta mediterranea. La borragine negli ultimi tempi sta tornando prepotentemente di moda sulle tavole, anche se la varietà è ideale solo per un consumo moderato. Ma come coltivarla, magari in vaso o nell’orto in giardino?

Prima di procedere con la coltivazione della borragine, è utile chiedere un consiglio al proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia, per vagliare la compatibilità della pianta con il proprio luogo di residenza. Di seguito, qualche indicazione di massima.

Cosa sapere prima di coltivare la borragine

La Borago officinalis è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Boraginaceae. Di origine orientale, e poi diffusa anche in Europa e in America Centrale, può crescere spontaneamente in montagna ed è oggi presente in quasi tutte le zone temperate del mondo. La pianta può raggiungere gli 80 centimetri d’altezza e si caratterizza per un fusto lungo e ricoperto di peluria, nonché da foglie ovali, anch’esse ricoperte dalla stessa peluria. La pianta produce dei fiori a cinque petali, con disposizione a stella, di colore dal blu al violaceo. Questi sono sommitali e raccolti a grappolo, mentre i frutti sono degli alcheni che al loro interno ospitano i semi.

Il clima ideale per la coltivazione della borragine è quello temperato e sufficientemente assolato, per questo la pianta trova una buona applicazione all’interno dei territori che si affacciano sul Mediterraneo. Ha comunque una natura rustica e, di conseguenza, può adattarsi anche a climi mediamente più rigidi.

Anche sul fronte del terreno preferito vi è una buona adattabilità, sempre giustificata dalla natura rustica della pianta. Predilige comunque i terreni morbidi, sciolti, drenanti e possibilmente anche calcarei. Utile, inoltre, può essere la fertilizzazione con compost o altro concime organico.

Le richieste d’acqua non sono eccessive e variano a seconda del periodo di crescita. In autunno e primavera possono essere più che sufficienti i normali fenomeni atmosferici, mentre in estate potrebbe essere richiesto di annaffiare più frequentemente, anche a livello quotidiano nei periodi particolarmente afosi. In questo ultimo caso, è preferibile scegliere il mattino oppure il tramonto per concludere l’operazione, evitando così una rapida evaporazione dell’acqua.

Coltivazione in vaso e in orto

La borragine può essere facilmente coltivata sia in vaso che in orto, dove può essere scelta anche come variante ornamentale, dati gli splendidi fiori blu.

In ogni caso, la predisposizione del contenitore è molto importante: sul fondo andrà adagiato un letto di ghiaia e cocci, per favorire il deflusso dell’acqua, anche eventualmente approfittando delle palline d’argilla espansa. Si riempie quindi tutto con terriccio morbido e sciolto, mentre in giardino potrà essere utile una lieve vangatura e una distribuzione uniforme del compost.

La coltivazione della pianta è molto semplice e avviene per semina, anche se piantine per il successivo trapianto in dimora sono spesso disponibili presso le catene di botanica. La semina avviene in primavera e in autunno e non necessità, salvo particolari condizioni climatiche, di semenzaio. Si spargono i semi a spaglio e li si ricopre con un lieve strato di terriccio. All’apparizione dei germogli, si pratica un diradamento delle piante più deboli: si tenga conto, infatti, che la pianta adulta ha bisogno di circa 45 centimetri di distanza dalle altre. In alternativa, è possibile coltivare la borragine anche tramite la divisione dei cespi.

Tra le opere di manutenzione ciclica, l’eliminazione di erbacce e il controllo di eventuali parassiti, anche se la borragine è raramente coinvolta da malattie.

25 giugno 2016
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