L’innovazione tecnologica sta cambiando profondamente il volto della mobilità, trasformando le abitudini e le modalità di fruizione dei servizi. È il concetto di trasporto stesso a mutare forma, che sia un breve tragitto fatto per andare a lavoro o un lungo viaggio di piacere.

A discutere di quale fisionomia avrà la mobilità del futuro con i partecipanti alla quarta edizione del festival BorgoFuturo di Ripe San Ginesio, sono stati 3 referenti di alcune fra le più innovative imprese del settore, che ormai non può prescindere dagli obiettivi di sostenibilità e riduzione dei consumi.

L’incontro “Senso di marcia, mobilità sostenibile tra innovazione e condivisione”, ha visto la presenza dei portavoce di BlaBlaBla Car, servizio di carpooling leader in Europa, di JoJob.it, piattaforma di carpooling per pendolari e di Mercedes Benz Italia, che con Car2Go e i nuovi servizi Mercedes Me e Intelligent Drive si è ben posizionata nel mondo della mobilità sostenibile.

La mobilità sta subendo delle trasformazioni importanti, dando vita a fenomeni sociali nuovi, inimmaginabili 10 o 20 anni fa. Non solo le automobili sono più interattive, connesse e smart, ma è il senso stesso dello spostamento che viene ridefinito.

La condivisione dell’auto diventa sempre di più uno standard, grazie a piattaforme come BlaBlaCar e ad aziende innovative che mettono a disposizione dei propri lavoratori servizi come quello di JoJob.it. Silvia Conti, PR Manager per BlaBlaCar Italia, ha spiegato:

La condivisione dell’auto è diventato un vero e proprio strumento alternativo di trasporto. Attratti inizialmente dal vantaggio economico, gli utenti scelgono ora il ride sharing per motivazioni diverse: in primis l’ambiente, seguiti da comodità e l’aspetto social.

Secondo i dati di BlaBlaCar, il 65% dei conducenti sceglie di offrire posti nella propria auto per ridurre l’impatto ambientale, cosa che fa anche il 61% dei passeggeri. Il peso della community, inoltre, è fondamentale per quanto riguarda l’aspetto della sicurezza, forse uno degli ostacoli maggiori che un servizio del genere ha dovuto superare per affermarsi. Silvia Conti ha sottolineato:

Il giudizio degli utenti e un sistema di feedback minuzioso ed efficiente hanno permesso di implementare l’aspetto della sicurezza in maniera incisiva. La reputazione on line dell’utente è ormai una sorta di biografia delle capacità di guida, che ne certifica l’affidabilità e la puntualità.

I 20 milioni di utenti che condividono l’auto hanno consentito fin ora un risparmio pari a un milione di tonnellate in meno di C02 e ridotto la pressione del traffico soprattutto sulle grandi arterie:

La condivisione dell’auto funziona soprattutto sulle lunghe distanze e in quelle aree in cui l’offerta di trasporti pubblici risultano carenti. La gran parte degli utenti vede la comodità del viaggio e la possibilità di chiacchierare con qualcuno come aspetti molto importanti del servizio.

Gli utenti oggi condividono l’auto per ragioni diverse: un esempio evidente è quello di JoJob.it, la piattaforma creata per organizzare in maniera intelligente gli spostamenti dei lavoratori, che ha visto in 8 mesi l’adesione di 32 grandi aziende. Gerard Albertengo, fondatore di JoJob.it, ha spiegato:

In ogni nuova azienda che aderisce al servizio il 35% dei dipendenti lo utilizza fin dal primo giorno. I dati di giugno 2015 ci dicono che grazie ai 689 viaggi effettuati tramite la nostra piattaforma queste imprese hanno risparmiato complessivamente oltre 4 mila chili di CO2.

Oltre alla comodità, la piattaforma permette anche di certificare per ogni azienda la quantità di emissioni nocive risparmiate, consentendo all’impresa di mostrare dei risultati effettivi in ambito ambientale.

Le automobili diventano più intelligenti, smart, interconnesse: utilizzando carburanti alternativi e sistemi di gestione innovativi riducono l’impatto sull’ambiente e aumentano gli standard di sicurezza. Spesso però le innovazioni non sono recepite al meglio dai vari scenari normativi. Paolo Lanzoni, Communication Manager at Mercedes-Benz Italia, ha spiegato:

Spesso le innovazioni abbattono i tempi della politica e della legge. Servizi come Car2Go hanno rivoluzionato il volto della mobilità, eppure fino al 2007 il car pooling era concesso solo a società pubbliche. Malgrado la mobilità elettrica abbia fatto notevoli passi avanti negli ultimi anni, il sistema delle stazioni di ricarica rimane carente.

Per implementare le buone pratiche della mobilità alternativa è necessario incentivare imprese e cittadini all’uso dei mezzi di trasporto con alimentazione alternativa, alla fruizione dei servizi di carpooling e ride sharing, provvedendo al tempo stesso alle infrastrutture necessarie per fruire appieno di questi nuovi strumenti. Lanzoni ha concluso:

La mobilità sostenibile deve arrivare nelle zone più periferiche. Ad esempio si potrebbe pensare a sgravi fiscali per quei Comuni che mettono in rete le proprie necessità, puntando su soluzioni alternative e riducendo così il proprio impatto sull’ambiente.

8 luglio 2015
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