Al Vinitaly di Verona (dal 10 al 13 aprile 2016) si fa il punto sul mercato del vino. Uno dei comparti che promette di più sembra quello del vino biologico. Lo dice l’analisi Wine Monitor-Nomisma su dati Fibl (istituto di ricerche dell’agricoltura biologica), presentata ieri alla Tavola Rotonda di FederBio (Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica), dal titolo “Il mercato europeo del vino biologico, strategie per lo sviluppo e l’internazionalizzazione”.

Si parla di una crescita, dal 2004 al 2014, del 259% in Europa e del 261% in generale. In Italia i consumatori di vino bio sono raddoppiati in due anni e l’export sembra più forte che mai. Silvia Zucconi, Survey Coordinator di Wine Monitor-Nomisma, spiega:

Il successo non si ferma ai confini nazionali: l’export di vino bio nell’ultimo anno cresce del 38% a fronte di una crescita complessiva del vino italiano del 5%. Questo significa che la qualità dei vini biologici italiani ha un ottimo posizionamento anche all’estero, soprattutto in Germania (38% dell’export), primo mercato di destinazione per l’Italia.

Seguono da questo punto di vista Usa e Svizzera. L’Italia è terza a livello globale per superficie dedicata al vino bio: al primo posto c’è il Messico, con il 15,6% del totale, al secondo l’Austria con il 10,7%, al terzo appunto l’Italia con il 10,3%. Seguono in ordine la Spagna con l’8,9%, la Francia con l’8,7%, la Germania con il 7,6%, la Nuova Zelanda con il 6,7%, la Bulgaria con il 5,8% e la Grecia con il 4,3%.

In Europa il nostro Paese è però secondo, con 72.361 ettari di terreno dedicato alla coltivazione di vite da vino biologica, aumentati dal 2003 al 2014 del 128%. Viene dopo la Spagna che conta 84.381 ettari e una crescita nello stesso periodo del 413%, mentre al terzo posto si attesta la Francia con 66.211 ettari e una crescita del 307%.

In Italia la Regione più forte da questo punto di vista è la Sicilia, con 27.105 ettari a viticoltura biologica nel 2014, il 38% del totale italiano e un incremento del +43% rispetto al 2011. Seguono Puglia (10.269 ettari, +22%) e Toscana (9.243 ettari, +46%).

In totale il valore del mercato per questo settore è stato stimato per il 2015 in 205 milioni di euro. Di questi, 68 milioni riguardano il mercato interno e 137 quello con l’estero. Non ci sono distinzioni per quanto concerne le tipologie di vendita: dalla vendita diretta alla ristorazione, alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata), la crescita interessa tutte e fa riferimento anche ad un miglioramento della qualità. Roberto Pinton, consigliere delegato di FederBio, sottolinea:

Oltre che nel canale specializzato il vino bio sta acquistando peso nella gdo, che lo ha individuato come prodotto con grandi opportunità e dove la crescita in valore va dal 20 al 70% a seconda delle categorie.

12 aprile 2016
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