È buono il vento per l’eolico in mare nel nord Europa, molto buono. Secondo gli ultimi dati della European Wind Energy Association (EWEA), pubblicati oggi, nel primo semestre 2012 le installazioni di impianti eolici offshore hanno fatto segnare un +50% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ben 523 MW allacciati in rete, contro i 348 del primo semestre 2011.

Spulciando i dati, però, emerge che l’offshore è un piatto quasi esclusivamente nordeuropeo. Sia geograficamente che economicamente: nel Mare del Nord si installano gli impianti, Siemens ci guadagna. Per rendersene conto bisogna andare a leggere nel rapporto EWEA quali sono i nodi di allaccio alla rete ad alta tensione dei nuovi impianti eolici offshore: Thorton (Belgio), Greater Gabbard, Walney, Ormonde, Londra e Sheringam (Regno Unito), Avedore (Danimarca) e Bard (Germania).

Discorso molto simile per gli impianti in costruzione, con piloni già piantati a Thorton (Belgio), Lincs, Londra, Sheringham, Gwynt y Mor e Teeside (Regno Unito), Anholt e Avedore (Danimarca), Bard e Riffgat (Germania).

Guardando invece agli sviluppatori si nota che il 28% della potenza installata (pari a 148 MW) è di proprietà della danese Dong Energy, seguono l’inglese SSE (80 MW, 15%) e la tedesca RWE (63 MW, 12%). Le turbine, però, sono quasi sempre costruite da Siemens: 389 MW installati nel primo semestre, pari al 74% del totale.

19 luglio 2012
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