L’eolico offshore installato nel mondo crescerà di ben 17 volte nei prossimi sei anni. Lo sostiene uno studio della società di ricerca americana Pike Research, secondo il quale entro il 2017 la capacità eolica globale installata in mare aperto passerà dagli attuali 4.100 a 70.000 megawatt.

Secondo le stime dell’agenzia, il motore della crescita saranno i Paesi europei, già adesso in cima alla “classifica del vento”. In particolare, il Regno Unito, che già oggi può vantare la maggiore capacità installata, si confermerà come leader dell’eolico fuori costa, seguito dalla Germania, che sta compiendo investimenti importanti nelle nuove centrali nel Mare del Nord.

Al di fuori del vecchio continente, Pike Research si aspetta una crescita significativa nel mercato emergente cinese, ma anche il Nord America darà un contributo significativo al boom del settore. In Canada, in particolare, sono già prossimi all’avvio diversi progetti lungo la costa atlantica, e anche gli Stati Uniti stanno investendo molto nell’eolico offshore, sia con una maxi rete al largo dell’Atlantico che con una serie di installazioni nelle acque poco profonde dei Grandi Laghi.

L’eolico offshore rappresenta una possibilità molto interessante per il settore energetico, dal momento che i siti maggiormente ventosi sono proprio quelli in mare, posizionati a poca distanza dalle reti di distribuzione dell’energia e in acque poco profonde. Condizioni favorevoli, a cui fanno però da contraltare i costi ancora molto alti, pari a circa il triplo di quelli della produzione energetica con impianti eolici a terra. Un gap che le aziende del settore sperano di colmare investendo in ricerca per la realizzazione di turbine sempre più grandi e adatte a operare in condizioni meteorologiche estreme.

12 maggio 2011
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