Uno dei “giochi” più comuni nei grandi summit o nelle grandi pubblicazioni su materia energetica/ambientale è cercare di capire quali saranno le fonti più utilizzate in futuro per la produzione di elettricità.

Se il governo italiano scommette soprattutto sul nucleare, l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, si è detto sicuro che nei prossimi anni l’energia atomica verrà sostituita grazie a un incremento delle centrali a gas. Eppure, non manca per fortuna chi vede “verde”, prospettando un futuro basato soprattutto sulle rinnovabili,

Fra questi “ottimisti”, anche il gruppo intergovernativo dell’ONU sui cambiamenti climatici che tra 164 scenari ipotetici proposti, ne immagina almeno uno con un boom della green energy tale da raggiungere entro il 2050 la cifra complessiva di 100 exajoule in più rispetto a oggi.

Tutto questo grazie alle nuove tecnologie e, soprattutto, alle innovazioni previste per i prossimi anni, che promettono di aumentare esponenzialmente la competitività del settore. Le ricadute sulla produzione globale di CO2 sarebbero davvero notevoli, diminuendo di molto l’influsso antropico sul pianeta e sul suo sistema climatico.

Chissà se questi dati saranno capaci di impressionare anche i nostri governanti, spesso poco inclini a “fidarsi” delle rinnovabili.

10 maggio 2011
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