Bonus mobili: doppia limitazione su detrazioni elettrodomestici efficienti

Nessuna novità in arrivo in materia di detrazioni fiscali per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza e mobili destinati a case sottoposte a ristrutturazioni agevolate.

Il cosiddetto “Piano Casa”, il decreto legge sull’emergenza abitativa pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 73 di venerdì 28 marzo (Dl 47/2014) non rimuove infatti il doppio tetto su questo tipo di agevolazioni fiscali. Prima di tutto, rimane invariato il tetto massimo per il Bonus Mobili: detrazione del 50% per spese fino a 10.000 euro di arredi ed elettrodomestici destinati ad immobili ristrutturati che godono delle agevolazioni previste dalla legge.

In pratica, chi avvia in casa (ma anche in box, cantine, soffitte e simili) dei lavori che godono della detrazione per il recupero edilizio (il “vecchio” bonus del 36%, dall’estate 2012 salito al 50%) può anche acquistare mobili e grandi elettrodomestici in classe A usufruendo di uno sgravio pari alla metà della spesa effettuata. La cifra detratta non può superare i 5.000 euro, da recuperare in dieci quote annue di pari importo: al massimo, quindi, euro 500 all’anno.

Oltre a questo, rimane però presente anche una seconda limitazione, protagonista negli ultimi mesi di una rocambolesca vicenda normativa: la cifra da portare in detrazione non può infatti superare quella sostenuta per i lavori di ristrutturazione. Questo ulteriore tetto di spesa è stato introdotto dalla legge di Stabilità per il 2014, la legge n. 147 del 27 dicembre 2013, che all’art. 1, comma 139 recita:

Le spese di cui al presente comma non possono essere superiori a quelle sostenute per i lavori di ristrutturazione.

Un limite che il legislatore aveva in realtà subito provveduto a rimuovere con il DL 30 dicembre 2013, n. 151 (“Disposizioni di carattere finanziario urgenti”, pubblicato nella G.U. n. 304 del 30 dicembre 2013), che riportava il bonus mobili alle condizioni del 2013, ossia con l’unico tetto di spesa dei 10.000 euro. Il Decreto “correttivo”, però, non è stato convertito in legge entro i sessanta giorni dalla sua pubblicazione ed è di conseguenza decaduto.

Il Piano Casa, nelle attese degli addetti ai lavori, avrebbe dovuto risolvere definitivamente il problema, cancellando una volta per tutte il secondo tetto di spesa legato all’ammontare dell’investimento per i lavori di ristrutturazione. Ma nel testo del Dl 47/2014 non c’è traccia di misure che vadano in questa direzione. Seguirà a questo punto un nuovo provvedimento ad hoc che rimuova la limitazione ulteriore sul bonus elettrodomestici?

2 aprile 2014
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PMI
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