L’accesso all’acqua dev’essere garantito a tutte le fasce sociali. L’erogazione delle risorse idriche necessarie a soddisfare i bisogni primari, dall’alimentazione all’igiene personale, non può essere interrotta per nessun motivo alle famiglie in difficoltà economiche e ai nuclei svantaggiati socialmente.

Sono questi gli obiettivi principali dei due decreti messi a punto dal Ministero dell’Ambiente, firmati dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi.

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Il decreto sulla tariffa sociale, pubblicato il 18 novembre scorso, introduce un bonus acqua per le famiglie che versano in condizioni economiche precarie e per le fasce sociali più deboli.

Il provvedimento prevede l’erogazione di 50 litri di acqua al giorno per ciascun componente dell’unità familiare. Si tratta di una quantità che supera di 10 litri quella indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come valore ottimale per una vita dignitosa.

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Per ottenere il bonus acqua sarà necessario inoltrare apposita domanda, allegando certificazione dello stato economico e sociale disagiato. A fissare il tetto per l’accesso al bonus e a mettere a punto l’iter per ottenere l’agevolazione sarà l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI).

Come avviene già con i bonus energia e gas, anche per il bonus acqua per certificare le condizioni di disagio economico e sociale si farà riferimento all’indicatore ISEE. Una volta approvata la richiesta l’utente si vedrà scalare direttamente dalla bolletta dell’acqua le detrazioni spettanti.

Il decreto sul contenimento della morosità, pubblicato il 14 ottobre scorso in Gazzetta Ufficiale, prevede nuove misure volte ad arginare il fenomeno e a garantire anche agli utenti morosi una fornitura minima per soddisfare i bisogni vitali. Anche in questo caso sarà l’AEEGSI a stabilire quali utenze non potranno essere disattivate. Tra queste quelle che forniscono un servizio pubblico e quelle a cui è stato concesso il bonus acqua per il disagio economico e sociale.

Anche nei confronti degli utenti che non versano in condizioni economiche e sociali disagiate i gestori idrici dovranno mostrare più indulgenza. Il decreto permette la rateizzazione degli importi arretrati qualora si tratti di grosse cifre; la comunicazione sullo stop alla fornitura effettuata con largo anticipo; la limitazione della sospensione del servizio ai contribuenti che non hanno saldato fatture il cui importo complessivo superi quello annuale dei volumi idrici previsti per la fascia agevolata.

Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti si è detto certo che le nuove agevolazioni e disposizioni miglioreranno la qualità della vita di migliaia di cittadini in difficoltà:

Diamo in questo modo un sostegno reale alle fasce più deboli del Paese, ribadendo il valore profondo dell’acqua, che è fonte di vita e insieme presupposto per la dignità della persona.

29 novembre 2016
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