Il bonobo, uno degli scimpanzé nani più famosi perché spesso presente nell’iconografia cinematografica, rischia l’estinzione. E la causa non è tanto la distruzione del suo habitat o le difficoltà di riproduzione, bensì la stretta vicinanza con l’uomo.

La specie è spesso salita agli onori della cronaca per la sua natura iper-sessuale, tanto da essere uno dei primati più simili all’uomo in fatto di corteggiamento e accoppiamento. Il bonobo, infatti, non solo si presta ripetutamente a incontri sessuali – anche lontano dalle precise esigenze di riproduzione – ma è noto per praticare autoerotismo e fellatio. Stando a uno studio pubblicato sul Journal of Biodiversity and Conservation, però, queste scimmie sarebbero minacciate dalle attività predatorie dell’uomo.

I bonobo che vivono in stretta prossimità con le attività umane sono più vulnerabili. I nostri studi dimostrano la necessità di più luoghi in cui i bonobo siano salvi, una grande scommessa nella zona in cui vivono.

Queste le dichiarazioni di Janaet Nackoney, ricercatrice all’Università del Maryland. L’area a cui si fa riferimento è quella del Congo, dove vive la quasi totalità di tutti gli esemplari, una zona di guerra e conflitti intestini che mietono vittime non solo fra gli uomini, ma anche le scimmie. E, come se non bastasse, il cuore dell’Africa è anche una delle località più afflitte dal bracconaggio e dalla caccia di frodo. Così spiega Ashley Vosper, esperta della Wildlife Conservation Society:

Per consentire ai bonobo di sopravvivere nei prossimi 100 o più anni, è estremamente importante capire l’estensione del loro raggio d’azione, la loro distribuzione e ciò che guida quella distribuzione. I bonobo sono probabile i meno compresi fra gli scimpanzé in Africa, quindi questa ricerca è determinante nell’aumentare la nostra conoscenza e la nostra comprensione di questo bellissimo e carismatico animale.

Diversi gli ambiti d’azione per evitarne la completa estinzione: il ripopolamento tramite programmi di facilitazione riproduttiva, il ripristino degli habitat naturali oggi distrutti dalla deforestazione, la creazione di riserve protette nelle zone di guerra e, non ultimo, un attività di sorveglianza per evitare l’accesso alla foresta ai bracconieri.

29 novembre 2013
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I vostri commenti
giuseppina, lunedì 2 dicembre 2013 alle9:53 ha scritto: rispondi »

Senza un ripensamento globale sul nostro modo di vivere rischiamo l'estinzione progressiva di ogni specie vivente.

Silvano Ghezzo, sabato 30 novembre 2013 alle0:24 ha scritto: rispondi »

A prescindere dalle attività sessuali, la considerazione che se ne deduce è sempre la seguente : Più uomini = meno habitat per animali allo stato naturale. Ogni volta sembra che "scopriamo l'acqua calda".

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