È andata in scena nella giornata di ieri la riunione del governo sul DDL Concorrenza. In tema di energia, è stato siglato un accordo che sposta dal giugno 2018 al giugno 2019 l’abbandono del sistema di calcolo delle bollette basato sull’adozione delle tariffe fissate dall’Autorità (mediamente inferiori del 20% rispetto a quelle offerte dal libero mercato) ogni tre mesi.

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Una mossa auspicata anzitutto dalle associazioni dei consumatori, timorose di poter assistere a un ingiustificato aumento delle bollette di luce e gas, frutto di pura speculazione. Una paura condivisa anche da esponenti del mondo politico come Maria Cecilia Guerra, capogruppo MDP.

Il DDL, il cui iter è stato già bloccato per quasi un biennio, arriverà dunque sui banchi del Senato dopo Pasqua (in ritardo rispetto a quanto previsto), per poi rimbalzare anche su quelli della Camera. Saranno contenute anche misure anti-scalata.

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Slitta dunque di un anno il termine entro il quale i consumatori saranno obbligati a passare al libero mercato, scegliendo una delle offerte proposte dalle aziende che operano nel settore. Al momento, va ricordato, questo può già essere fatto, ma su base volontaria.

Prima della scadenza sarà necessario avviare campagne di informazione e sensibilizzazione su tutto il territorio, favorendo così una presa di coscienza sul tema e portando ad assumere una decisione consapevole da parte delle famiglie e dei privati.

Si tratterà di un cambiamento molto importante, che riguarderà gran parte del Paese. Per capirlo è sufficiente prendere in considerazione le statistiche sulla questione aggiornate al 31 dicembre 2016, quando i clienti domestici del mercato elettrico che si servivano del regime di tutela costituivano il 64% dell’utenza totale (il 36% aveva invece già scelto di affidarsi al mercato libero).

Spostando l’attenzione su quelli non domestici, le percentuali si equivalgono (circa 50% e 50%). I dati relativi al gas (uso domestico e di condominio) sono invece aggiornati a fine 2015: 68% in tutela (14.403.000) e 32% nel mercato libero (6.778.000).

6 aprile 2017
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Pescespada Trafitto, giovedì 6 aprile 2017 alle22:42 ha scritto: rispondi »

qualcuno avrebbe il dovere civile di spiegare come e perché la moltiplicazione (per 400) dei cosiddetti operatori del Mercato Libero, l'impiego di 400 centri di contabilizzazione e gestione degli utenti, il traffico dei dati di consumo, gli emolumenti di 400 direttori, presidenti e/o amministratori delegati dovrebbe portare ad un risparmio sulle bollette che per il 70% dell'importo sono comunque gravate da oneri gestiti dall'Autorità. Se la gestione centralizzata dei contratti di fornitura, la struttura dell'Acquirente U e del Distributore Unico non funziona bene , basterebbe buttare fuori a calci nel sedere qualche Presidente, qualche Direttore Generale o scovare qualche ladrone!

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