L’Autorità per l’Energia ridurrà le bollette nel prossimo trimestre. A partire dal 1 aprile sulle tariffe energetiche degli italiani sarà applicata una riduzione del 4,2% su quelle del gas e dell’1% per le fatture dell’elettricità. Secondo l’Authority i risparmi medi per famiglia saranno nell’ordine dei 60 euro/anno.

>>Leggi le critiche di Assoelettrica e Antitrust a Terna per i costi delle bollette energetiche

L’orientamento delineato dall’Autorità per l’Energia prevederà inoltre ulteriori modifiche all’attuale sistema, con la possibilità di ulteriori sgravi per le bollette energetiche delle famiglie italiane. Come spiega Guido Bortoni, presidente dell’Authority:

Le riduzioni annunciate ieri rappresentano solo il primo passo della riforma complessiva varata per trasferire ai consumatori i benefici derivanti dallo sviluppo di un mercato all’ingrosso del gas più concorrenziale in Italia.

Entro fine anno si arriverà a un calo di almeno il 7% della bolletta gas, con un risparmio complessivo di circa 90 euro a famiglia.

>>Leggi le indicazioni di APER per la riduzione delle bollette dell’elettricità

I vantaggi assicurati ai consumatori poggeranno sull’azione di svincolo operata dall’Autorità per l’Energia dei prezzi del gas dai contratti di tipo “take or pay”. Avranno maggiore incidenza le tipologie di “mercato a breve” (i cosiddetti “spot”), la cui quota è destinata ad arrivare ben oltre la forbice compresa tra il 5% e il 20%. Limite che potrà essere elevato nei prossimi mesi, se i passi della riforma delle tariffe ancora in discussione lo prevederanno, anche fino al 100%.

Variazioni sulle tariffe di gas e luce accolte con favore da Coldiretti, secondo cui si tratterebbe di un’operazione che interrompe una serie record di rincari per le bollette degli italiani:

È positiva la decisione di tagliare le bollette da parte dell’Autorità per l’energia dopo che nel 2012 i prezzi dei beni non regolamentati come l’energia elettrica e il gas naturale hanno subito un rincaro record del 13,4 per cento, più che raddoppiato rispetto a quello del 2011 quando il rincaro è stato comunque del 6,3 per cento.

L’aumento della spesa energetica in un momento di crisi ha un doppio effetto negativo perché riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie e aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare.

29 marzo 2013
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento