La riforma degli oneri generali di sistema degli utenti non domestici non piace alle piccole imprese italiane, preoccupate dalle ripercussioni sulla competitività. A farsi portavoce delle perplessità e dei timori delle aziende del Belpaese è la Confartigianato in un’analisi che evidenzia l’impatto negativo della riforma sulle finanze delle micro e piccole imprese.

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Secondo l’associazione il rischio concreto è che nel 2017 le MPI italiane si ritrovino a pagare bollette energetiche ancora più alte. Un conto salato che farebbe svanire i timidi segnali di ripresa economica intravisti negli ultimi mesi, rendendo le piccole imprese meno competitive sul mercato europeo.

Gli analisti di Confindustria denunciano l’escalation dei costi degli oneri di sistema fonti rinnovabili e imposte sull’energia elettrica, responsabile del 25,6% degli aumenti avvenuti negli ultimi 10 anni.

Rispetto al 2005 nel 2015 l’impatto sul PIL è stato tre volte superiore. Il costo per gli oneri ormai ha raggiunto quello della materia energia e si attesta a quota 37,9%.

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La ripartizione dei costi è a dir poco sbilanciata. Come fa notare Confartigianato dalle MPI arriva solo un terzo della domanda elettrica, eppure sono proprio le imprese in bassa tensione a pagare la metà degli oneri generali di sistema. La tariffa al kWh delle grandi imprese in alta tensione è tre volte inferiore. Un dato che testimonia un grande squilibrio.

Secondo Confartigianato la riforma non farebbe che aggravare questo quadro, aumentando il gap delle MPI italiane con le rivali europee:

Il persistere di questo divario di costo per le piccole imprese influisce sulla perdita di competitività per l’economia italiana.

Oggi alle micro e piccole imprese europee l’elettricità costa mediamente 15,13 c€/kWh a fronte dei 18,50 centesimi di euro/kWh pagati dalle aziende italiane. Un divario che si traduce in 2.023 euro in più sulla bolletta media.

Il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti il mese scorso ha scritto una lettera al ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda per evidenziare i punti critici della riforma e chiedere lo stop al rincaro degli oneri.

L’Autorità per l’Energia dal suo canto si è detta consapevole della crescita smisurata della voce oneri di sistema avvenuta negli ultimi dieci anni. Per quanto riguarda la riforma, che dovrebbe essere approvata entro la fine dell’anno, l’AEEGSI ha spiegato che le piccole imprese potrebbero essere addirittura avvantaggiate dalle novità in arrivo:

Il fattore discriminante non è la dimensione dell’industria, ma la potenza richiesta. L’industria che ha una potenza ben calibrata rispetto ai propri consumi di energia potrà avere addirittura degli sgravi.

24 novembre 2016
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