Che qualcosa stesse succedendo nel mercato dell’energia elettrica, magari qualcosa di poco limpido e ai danni dei consumatori, se n’erano accorti in molti. Ora, però, anche l’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas (AEEG) annuncia indagini sul comportamento degli operatori.

Il problema è ormai più che noto: in Italia ci sono circa 13 GW di potenza fotovoltaica installata e, quando entrano in funzione a pieno regime (tipicamente dalla tarda mattinata al primo pomeriggio) il prezzo dell’energia elettrica crolla e si abbassa notevolmente lo storico picco mattutino dei costi dell’elettricità che si è sempre avuto nei decenni passati. Un picco normale e conseguente al fatto che in quelle ore la richiesta di energia è maggiore.

Grazie al fotovoltaico, infatti, di giorno anche l’offerta di energia è maggiore e ad un prezzo stabilito. Il sole non è un combustibile che si compra o si vende, come il carbone il petrolio o il gas naturale. Quindi l’energia fotovoltaica ha sempre lo stesso prezzo, pari agli incentivi statali.

Se di giorno il prezzo scende, però, di sera sale più del normale. Un altro picco serale (più o meno verso le 18:00) c’è sempre stato ma, da quando c’è il fotovoltaico, è molto più alto che in passato. L’ipotesi è che gli operatori del termoelettrico tengano alto artificiosamente il prezzo dell’energia che vendono per recuperare parte di quello che non hanno guadagnato di giorno, quando il fotovoltaico (avendo priorità d’accesso sulla rete elettrica) viene venduto per primo e soddisfa una buona fetta della domanda di energia.

Questa ipotesi è anche quella su cui l’Autorità ha annunciato indagini, come ha ammesso il suo presidente, Guido Bortoni, nel corso di una audizione in Commissione Industria al Senato:

In particolare il confronto tra gli andamenti dei prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso nel corso del I° trimestre del 2012 rispetto all’analogo periodo del 2011 (graf. 1) evidenzia una “compressione relativa” dei prezzi dell’energia elettrica nelle ore di maggior produzione fotovoltaica, produzione che si caratterizza per assenza di costi variabili e specifici programmi di offerta. Ne consegue una significativa riduzione del numero delle ore in cui gli impianti termoelettrici hanno l’opportunità di coprire, prima ancora della quota parte dei costi fissi, anche le eventuali perdite sui costi variabili registrate nelle ore della giornata in cui sono costretti a rimanere in servizio a causa dei loro vincoli tecnici di funzionamento. Da ciò deriva un’esigenza di copertura dei costi variabili di produzione in un numero più concentrato di ore, il che, a sua volta, concorre a spiegare l’aumento relativo registrato nei livelli dei prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso nelle prime ore serali.

E l’AEEG annuncia anche che sta studiando il fenomeno nei suoi dettagli, anche in vista di “eventuali provvedimenti”. Cioè multe. Ma un’altra cosa che si vede chiaramente dallo stesso grafico dell’Authority è che non è affatto vero che il prezzo dell’energia elettrica, attualmente alle stelle, sia cresciuto per colpa del fotovoltaico.

Basta leggere le due curve (quella viola è del 2011, quella blu del 2012) per vedere che a mezzanotte, quindi senza fotovoltaico, il prezzo 2012 è più alto di quello 2011 di almeno 15 euro al MWh mentre alle due del pomeriggio, in piena produzione solare, è più alto di soli 5-6 euro.

Tuttavia l’Autorità torna a lanciare l’allarme incentivi, ricordando che i costi complessivi delle rinnovabili passeranno dai 7,3 miliardi di euro del 2011 ai 10 miliardi (stimati) del 2012:

La situazione sopra descritta relativa all’anno 2012 ha confermato, pertanto, la necessità di verificare la sostenibilità economica dei meccanismi di incentivazione delle fonti rinnovabili e di stimolare, quindi, un processo di revisione dei medesimi, in una prospettiva che tenga adeguatamente conto dell’onerosità di tali meccanismi per i clienti finali del servizio elettrico.


L’auspicio, a questo punto, è che la reale sostenibilità economica degli incentivi alle rinnovabili venga calcolata dopo (e non prima, come l’Autorità vorrebbe fare) aver recuperato i maggiori costi derivanti dal comportamento sospetto degli operatori del termoelettrico. In altre parole: è inutile, e poco onesto, dire che le rinnovabili sono care prima di aver tolto di mezzo i meccanismi che impediscono loro di far scendere il prezzo dell’energia elettrica.

| AEEG

26 aprile 2012
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Cosimo, venerdì 27 aprile 2012 alle9:05 ha scritto: rispondi »

se permettevano di installare più parchi eolici ed arrivare anch'essi a 12 gw di installato (attualmente è a 6,9 gw) questo "buco" serale di energia non c'era dato che il vento notoriamente soffia sia di giorno che di notte anzi un pochino più di notte!! Poi ci sono altre tecnologie come le boe per estrarre energia dal moto ondoso che sono molto meno intermittenti del fv ed eolico

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