Bocca di Leone: significato, fioritura e cura

È uno dei fiori più conosciuti e apprezzati sullo Stivale, poiché cresce anche spontaneamente su tutto il territorio italiano: la bocca di leone, in alcune regioni chiamata anche bocca di lupo, è una varietà colorata e pronta ad abbellire prati, giardini, aiuole e vasi da balcone. Ma quali significati vengono associati a questa pianta, quando avviene il periodo di massima fioritura e, ancora, come si coltiva e cura?

Sebbene la bocca di leone cresca più che abbondantemente in tutta la Penisola, è sempre indicato chiedere consiglio al proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia, per vagliare le caratteristiche climatiche del proprio luogo di residenza e scegliere, di conseguenza, la varietà che più si addice alle proprie esigenze.

Bocca di leone: significato e fioritura

Bocca di leone

L’Antirrhinum majus – conosciuto come bocca di leone o bocca di lupo – è una pianta colorata appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae. Originaria dell’Europa meridionale e dell’Africa settentrionale, la pianta si caratterizza per un’altezza di circa 40 o 50 centimetri, con fusto eretto e ricoperto da una lieve peluria, foglie allungate di verde intenso e disposte a cespuglio, nonché da un caratteristico fiore. Quest’ultimo, dalla tendenza pendente, ricorda da lontano il muso di un animale, due labbra chiuse l’una sopra l’altra. Premendo lievemente l’inflorescenza ai lati, tali labbra sembrano aprirsi, tanto da ricordare delle fauci: è proprio per questo motivo che, nell’immaginario popolare, il fiore è stato associato a lupi e leoni.

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Esistono moltissime varietà di bocca di leone, tantissime a crescita spontanea e tante altre da cultivar ibride, ottenute tramite lunghi incroci di coltivazione. L’Antirrhinum majus è certamente la topologia più diffusa, scelta molto spesso come pianta ornamentale, ma altrettanto graditi sono l’Antirrhinum siculum, prevalente soprattutto in Sicilia, e il latifolium, quest’ultimo maggiormente diffuso nel Nord-Ovest del Paese. I fiori possono assumere i colori più variegati, spesso anche con più sfumature sulla stessa pianta, anche se le gradazioni più frequenti sono quelle del rosa, del viola, del lilla e del ciclamino. La fioritura è principalmente primaverile e, a seconda delle zone, può protrarsi fino a estate inoltrata.

Nel linguaggio dei fiori, alla bocca di leone sono associati dei significati davvero singolari: la pianta simboleggia infatti il mancato interesse nei confronti di una persona, tanto che nei secoli scorsi veniva donato dalle ragazze ai corteggiatori ritenuti poco graditi. Questo simbolo deriva forse dall’associazione con le fauci dell’animale, che ricordano quindi un predatore in fase d’attacco. Ancora, è un fiore spesso scelto per rappresentare le persone capricciose.

Coltivazione e cura

Bocche di leone

La bocca di leone può essere efficacemente coltivata in vaso oppure in giardino, con ottimi risultati poiché, oltre a essere una pianta capace di attecchire autonomamente, non richiede grandissimo sforzo per la sua cura.

La pianta predilige un terreno morbido e ben drenato, per evitare i ristagni d’acqua, di conseguenza per i vasi si consiglia di optare per contenitori con un fondo di ghiaia, cocci o palline di argilla espansa. Il clima preferito è quello mediterraneo, non eccessivamente freddo poiché quasi tutte le varietà possono temere le gelate eccessive. La concimazione è abbastanza distanziata nel tempo e può essere effettuata con classico fertilizzante organico, quale il compost.

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La semina avviene a primavera inoltrata, tra maggio e aprile, quando le temperature esterne sono sufficienti a garantire la crescita del vegetale. Se si preferiscono piantine d’acquisto, queste dovranno essere trasferite in dimora definitiva quando avranno raggiunto almeno i 15 centimetri d’altezza, scegliendo maggio come mese prediletto data la temperatura ormai stabilizzata. Le annaffiature devono essere regolari ma non troppo abbondanti, poiché la bocca di leone non ama i ristagni d’acqua, da aumentare comunque al crescere dell’afa. Tra le opere di manutenzione più frequenti, la potatura delle cime quando la crescita diventa troppo vistosa nonché il controllo di alcuni parassiti, come afidi e muffa grigia: quest’ultima può essere incentivata da un’eccessiva umidità.

27 maggio 2018
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