Dal 15 ottobre tornano i blocchi del traffico a Milano e anche stavolta, come già avvenuto negli anni scorsi, la decisione è stata presa per porre rimedio agli elevati valori di inquinamento ambientale che rendono poco salutare e irrespirabile l’aria della metropoli lombarda.

Secondo i dati ufficiali lo scorso giovedì Milano ha sforato per 35 giorni il limite previsto dalle normative europee, che fissano a 50 microgrammi per metro cubo la soglia massima di PM10 (polveri sottili) presente nell’atmosfera, questo nonostante le piogge copiose registrate nei mesi scorsi.

Le precipitazioni da record hanno aiutato a ripulire l’aria ritardando il momento in cui lo smog ha superato il livello di guardia, ma non sono state sufficienti a rendere l’aria più pulita e a scongiurare i blocchi alla circolazione. Per questo motivo, con la decisione presa dalle autorità locali saranno circa 600.000 i veicoli inquinanti che fino a metà aprile non potranno circolare nei giorni feriali sia a Milano, sia in altri Comuni della Lombardia, compresi i 361 centri urbani in cui il blocco scatterà dal 2015.

La Regione punta a fermare anche i diesel Euro 3 dal 2016, ma al momento ad essere interessate dal provvedimento saranno solamente le vetture a benzina Euro 0 e le diesel Euro 0, Euro 1 ed Euro 2. Per tutti questi veicoli la circolazione sarà proibita dalle 7.30 alle 19.30.

Le polizie locali dei vari Comuni lombardi avranno il compito di vigilare sull’osservanza dei blocchi e proprio questo aspetto sembra confermarsi uno dei più controversi all’interno del dibattito politico.

Nonostante una certa rigidezza richiesta agli agenti preposti, da più parti si critica infatti la scarsità dei posti di blocco, con la conseguenza che molto spesso le vetture più inquinanti continuano a circolare contribuendo a sporcare ancora di più l’ambiente.

14 ottobre 2014
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I vostri commenti
egidio, mercoledì 7 gennaio 2015 alle9:59 ha scritto: rispondi »

tutto scritto sui diesel euro 3 sara certamente vero ma noi tutti (proprietari di questi mezzi) quando l abbiamo acquistata nessuno cim ha informati di questa irregolarità. però dobbiamo pagare per acquistarne un altra. e quindi chi tocca pagare sempre la povera gente.

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