Il blocco intestinale è un’alterazione, nei casi più gravi vera e propria paralisi, della muscolatura dell’intestino. In ogni caso comporta la marcata diminuzione o l’arrestarsi della peristalsi, ossia di quell’onda di movimenti che consentono l’avanzamento del cibo nel lume intestinale.

Si tratta ovviamente di una condizione fastidiosa e potenzialmente grave, che nei casi di vera emergenza potrebbe richiedere anche un intervento chirurgico: una delle più gravi complicazioni è il rischio di una diffusa infezione. Nella maggior parte dei casi a causare il blocco è la formazione nel colon di un ammasso di feci che, se trascurato, potrebbe trasformarsi in un vero e proprio fecaloma. Le cause di questa condizione sono per lo più dovute all’alimentazione e allo stile di vita e i bambini rientrano nelle categorie a rischio di questa patologia.

Sintomi

Il blocco intestinale richiede un tempestivo intervento, ma soprattutto il riconoscimento dei sintomi da parte della mamma prima e del medico poi. Le manifestazioni per fortuna sono tutte evidenti ed anche di una certa intensità:

  • crampi alla pancia e gonfiore che causano anche nausea;
  • inappetenza, vomito e aria nella pancia.

La costipazione è di solito il primo dei sintomi, è prolungata e talvolta associata a una vera e propria mancanza dello stimolo.

Cause

La lentezza intestinale e la stipsi sono in genere dovute a una dieta povera di fibre alimentari e vitamine, troppo ricca di carboidrati soprattutto raffinati. A questo si aggiungono anche sedentarietà e il ricorso precoce a lassativi e purghe: questi rimedi, seppur efficaci, nell’immediato non fanno che “impigrire” l’intestino.

Rimedi

La risoluzione del blocco intestinale nei bimbi, ma anche negli adulti, è strettamente legata alla causa. In ogni caso le cure si effettuano in ospedale e richiedono qualche giorno di degenza, se non altro per mantenere in osservazione il piccolo.

Il primo intervento è senz’altro controllare, e poi eventualmente ristabilire, una buona idratazione: se si è in ospedale di solito questo prevede l’uso di una flebo.

In caso di evidente gonfiore potrebbe essere necessario l’inserimento di un sodino per far eliminare l’aria: nei casi meno gravi già sgonfiare aiuta l’intestino a ripartire e a migliorare lo stato generale del bambino.

Diverso è se il blocco ha già causato febbre: il cibo non digerito fermo nel lume intestinale potrebbe fermentare e causare una anomala proliferazione dei batteri. In questo caso di sicuro il medico prescriverà qualche farmaco antibiotico a supporto della terapia.

In ogni caso, nei giorni immediatamente successivi alla cura, il bambino dovrà seguire una dieta povera di fibre: servirà in un primo tempo a rieducare l’intestino senza appesantirlo troppo. La mamma poi dovrà impegnarsi a farlo bere molto: una buona idratazione serve per tenere morbida la massa di cibo che transita nell’intestino.

Rimedi naturali

In presenza di uno stato di salute generale buono e una volta risolto il blocco intestinale, la mamma dovrebbe adottare una serie di precauzioni per evitare una ricaduta:

  • ridurre l’uso di cibi ricchi di zuccheri raffinati;
  • limitare l’acquisto di alimenti preconfezionati poveri di fibre ed altri valori nutritivi;
  • evitare l’uso di purghe o altri stimolanti;
  • offrire nella giornata più acqua o anche tisane, magari a base di malva;
  • dare al bambino almeno tre porzioni di frutta al giorno favorendo il kiwi, le prugne anche secche e le mele con la buccia;
  • offrire sia pranzo che a cena una ricca porzione di verdure, scegliendo quelle che hanno una buona efficacia nello stimolare l’intestino, come zucchine, cavoli, bietole, lattuga e spinaci;
  • dare a colazione e a merenda yogurt naturale e, se il bambino ha bisogno di più energie perché pratica ad esempio attività sportiva o è molto attivo, aggiungere 40 g di cereali integrali.

17 febbraio 2015
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