Si festeggia oggi negli Stati Uniti, e in gran parte dei paesi anglosassoni, il National Black Cat Day: la giornata dedicata all’amore e alla sensibilizzazione nei confronti dei gatti neri. Un’iniziativa volta a ridimensionare le credenze popolari su questi felini, spesso rifiutati e abbandonati proprio per il colore del loro manto. E sebbene la ricorrenza in Italia cada più genericamente il 17 febbraio, anche sullo Stivale in molti hanno deciso di organizzare oggi eventi a tema. Ma quali sono le curiosità più simpatiche relative ai gatti neri?

Così come già anticipato, in Italia la festa dedicata ai gatti – anche e soprattutto quelli neri – cade il 17 febbraio, una giornata tutt’altro che causale. Suggerita diversi anni fa da una lettrice della rivista TuttoGatto, la data è stata scelta perché altamente simbolica nonché rappresentativa delle credenze sui felini: il 17, infatti, è un numero che spesso viene associato allo sconosciuto, mentre febbraio è il mese dell’Acquario, il segno più indipendente e originale dello zodiaco.

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Il persistere di leggende immotivate sul conto dei gatti neri ha portato, nel corso dei decenni, a seri problemi per la loro sopravvivenza. Oltre a essere fra gli esemplari dal più alto tasso di abbandoni, sono anche quelli meno adottati da gattili e rifugi. Inoltre, così come confermato da alcune ricerche condotte nell’ultimo biennio, sempre più persone rifiuterebbero la compagnia di un gatto nero, poiché poco fotogenico per i selfie. Eppure, sono molte le curiosità simpatiche sul conto di questi animali, delle nozioni che potrebbero contribuire a renderli più amati.

In Giappone, ad esempio, il gatto nero è simbolo del romanticismo: non a caso, è uno degli animali domestici maggiormente scelti dalle ragazze e dalle giovani donne, poiché pare sia di buon auspicio per una relazione stabile. Nel Regno Unito, invece, per secoli questi felini sono stati portatori di buona fortuna, mentre in Germania pare siano simbolo di prosperità, soprattutto quando li si incontra per strada. Non è però tutto, poiché pare che il manto nero di questi gatti sia il risultato di un’evoluzione positiva a livello genetico: gli esemplari, infatti, sono meno soggetti a patologie della pelle, quali le dermatiti. Inoltre, è proprio il colore del manto a caratterizzarne il tipico sguardo: la grande disponibilità di melanina, infatti, determina una tinta gialla dell’iride.

17 novembre 2016
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