La birra Guinness a partire dal 2016 sarà vegan-friendly. Lo storico brand irlandese ha annunciato che non impiegherà più colla di pesce nel processo produttivo della birra e si doterà di un nuovo impianto di filtraggio.

Per la prima volta nei suoi 256 anni di attività il produttore di birra irlandese modificherà il suo metodo di trasformazione per venire incontro alle esigenze dei vegani.

La colla di pesce è un sottoprodotto dell’industria ittica generato dalla vescica natatoria e dalla cartilagine, che viene impiegato dalla compagnia sin dal XIX secolo. La sostanza viene utilizzata negli impianti di filtraggio per rendere più chiara la birra e potenziare l’azione dei lieviti.

La colla di pesce è stata usata dall’industria della birra e del vino per secoli, prima di conoscere un rapido declino negli ultimi decenni con l’avvento di nuovi metodi di filtrazione.

Anche se la maggior parte dei residui di colla di pesce viene eliminata nel corso del processo di fermentazione nel prodotto finito è ancora possibile rinvenire delle tracce. Le associazioni dei vegani hanno lanciato diverse petizioni per chiedere alla Guinness di utilizzare altre sostanze vegan-friendly al posto della colla di pesce. Come illustrato da Tom Jones promotore di una petizione sulla piattaforma Change.org:

Esistono molte alternative alla colla di pesce che non contengono ingredienti di origine animale e che producono gli stessi effetti senza alterare il sapore della birra.

Utilizzare sostanze vegan-friendly permetterebbe a milioni di vegetariani e vegani di tutto il mondo di poter gustare una delle bevande alcoliche più buone del mondo.

Tra le alternative vegan-friendly alla colla di pesce figurano l’agar-agar, la carragenina e la pectina. L’azienda non ha ancora rivelato con quale sostanza sostituirà la colla di pesce, ma ha fatto sapere che sta conducendo accurate ricerche per scovare il miglior compromesso.

La decisione della Guinness ha avuto ampio risalto in tutto il mondo. In Italia Filippo Terzaghi direttore di Assobirra ha ricordato che le birre prodotte nel nostro Paese sono sempre state vegane perché la colla di pesce non è stata mai utilizzata. Le birre italiane inoltre non contengono additivi:

Tutto ciò risulta chiaro dalle nostre etichette. Dal 2003 abbiamo preso l’impegno volontario di riportare tutti gli ingredienti in etichetta e se ci fossero additivi li avremmo dovuti riportare.

4 novembre 2015
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