Consumi energetici ridotti dell’8% per ettolitro di birra prodotta, 6,7% di CO2 in meno, 7,6% di acqua risparmiata rispetto al 2003 e ben il 98% di rifiuti conferiti al riciclo. Sono alcuni dei numeri snocciolati da Birra Peroni nel Rapporto di Sostenibilità 2012-2013, il terzo realizzato dalla storica marca italiana, che dal 2003 è entrata a far parte del gruppo SABMiller uno tra i più grandi produttori di birra al mondo. Ma pur essendo di fatto una multinazionale l’azienda ha mantenuto solidi legami con l’Italia, utilizzando materie prime made in Italy, malto e mais coltivati nel nostro paese, e impiegando ben 1.500 agricoltori italiani.

In occasione della presentazione del Rapporto di Sostenibilità 2012-2013, avvenuta al Macro di Roma, abbiamo incontrato Cristina Hanabergh, Sustainable Development Manager di Birra Peroni a cui abbiamo rivolto alcune domande per approfondire alcuni aspetti dell’approccio alla sostenibilità dell’azienda.

Il vostro primo rapporto di sostenibilità è stato presentato nel 2011, siete già al terzo. Avete individuato 10 priorità (Consumo Responsabile, Acqua, Energia ed emissioni, Packaging
Rifiuti, Sviluppo dell’imprenditorialità, Comunità, HIV / AIDS, Diritti umani, Trasparenza ed etica), ci può spiegare qual è stato vostro approccio e quali cambiamenti sono stati fatti in questi 3 anni?

Siamo partiti 3 anni fa con il rapporto, ma le 10 priorità di sviluppo sostenibile su cui lavoriamo esistono da parte del gruppo SABMiller, e quindi per tutte le sussidiarie come Peroni, da almeno 8 anni. Va detto che Birra Peroni lavorava già da tempo a temi importanti come la riduzione dell’acqua, delle emissioni e del consumo energetico, ancor prima che esistessero le priorità messe nero su bianco nel Rapporto di Sostenibilità.

Da quando realizziamo il Rapporto molte cose sono cambiate dal punto di vista della trasparenza, questo documento consente di raccontare a tutti i nostri gruppi di interesse esterni, ma anche ai dipendenti all’interno, cosa fa l’azienda, una cosa molto importante che prima non si faceva. Mettere nero su bianco i propri obiettivi e risultati in termini di sostenibilità, utilizzando una metodologia standard come la GRI (Global Reporting Initiative), è uno stimolo molto importante per l’azienda al miglioramento di anno in anno.

Dal primo rapporto di tre anni fa c’è stata un’evoluzione nel modo di raccontare e migliorare. Il primo era un Rapporto molto più diretto, dove si raccontavano le prime storie, nel secondo abbiamo iniziato a dare una nostra strategia italiana, sempre legata alle 10 priorità ma con un focus specifico al contesto del nostro paese. Quest’anno lo step in più è stata la messa online di tutto il rapporto, che consente di avere massima trasparenza e stimolare il dialogo anche con i consumatori.

Perseguire degli obiettivi di sostenibilità comporta dei vantaggi anche in termini economici?

Le strategie di sviluppo sostenibile non possono più essere filantropia, devono essere strettamente connesse al business, alla sua catena del valore, in modo che si crei un valore aggiunto sia per gli stakeholder con cui si sta lavorando, sia per l’azienda. Puntare sullo sviluppo sostenibile deve dare un beneficio per l’azienda.

Secondo voi il consumatore percepisce come un valore aggiunto la sostenibilità dei prodotti che acquista?

Molte indagini internazionali parlano sempre più di un consumatore più attento alla sostenibilità dei prodotti che acquista. Certamente però le aziende, come Peroni, hanno un compito essenziale, quello di educare alla sostenibilità, far conoscere quello che facciamo, in questo modo che la cultura della sostenibilità diventi sempre più forte.

Che importanza ha per Peroni investire in Italia e scegliere materie prime coltivate in loco?

Facciamo parte di un gruppo multinazionale, ma abbiamo una grandissima attenzione al locale, il nostro focus è quello di investire sulle comunità dove operiamo. Come si evince scorrendo il Rapporto di Sostenibilità noi cerchiamo le nostre materie prime soprattutto in Italia, il mais che utilizziamo è 100% italiano mentre il malto è 100% italiano solo per il nostro brand Peroni. Abbiamo una grossa attenzione a voler fare tutto sul territorio italiano, è una delle nostre priorità.

11 dicembre 2013
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