Birra fatta in casa

La possibilità di creare la birra in casa propria in Italia è ancora poco diffusa, eppure in commercio esistono attrezzature e kit appositi per un ottimo risultato. La birra fatta in casa è sana e naturale, perché non contiene additivi e coloranti, è un prodotto facile da realizzare, basta un po’ di pazienza e meticolosità per ottenere una bevanda gustosa. L’esperienza e la pratica favoriranno di sicuro le produzioni future, così da realizzare una birra personalizzata e aromatizzata al punto giusto.

La birra e le sue origini

Secondo le leggende che accompagnano la sua storia le origini della birra sono da ricondurre a una genesi femminile. Secondo i racconti la bevanda bionda è nata dalla voglia di sperimentare di una donna intenta a cucinare e mescolare cereali. Ma la storia stessa riporta testimonianze lontane nel tempo, come ad esempio l’esperienza dei Sumeri in grado di organizzare il processo di maltizzazione dell’orzo, cereale coltivato in abbondanza nelle vallate fra i fiumi Tigri ed Eufrate. Dalle fasi successive di macinazione, lievitazione, cottura, filtraggio e aromatizzazione, i Sumeri producevano il se-bar-bi-sag ovvero la bevanda che fa vedere chiaro.

Anche in Egitto si produceva la birra di cereali, chiamata henqet, la quale non prevedeva la fase di maltizzazione. Questo genere di bevanda rinfrescante prese a diffondersi con successo in Spagna, Francia, Britannia e Germania. In particolare nella terra tedesca la birra assunse un ruolo predominante durante il Medioevo, si passò dalla semplice sperimentazione all’arte vera e propria fino alla produzione con l’introduzione del recipiente di rame. Ma la storia cita anche la Grecia tra le madri della creazione della birra, tanto da trasformare gli stessi greci in insegnanti nei confronti degli antichi romani più avvezzi alla produzione del vino.

La fermentazione spontanea del cereale portava le popolazioni a coltivare orzo, malto, avena, frumento e segale in abbondanza. Inoltre, vista la grande diffusione, era la bevanda preferita dalle classi più povere. Infatti garantiva un apporto proteico importante, in un momento dove il cibo scarseggiava e l’acqua era poco salubre. Con l’introduzione del luppolo, all’interno della ricetta tradizionale, la birra divenne un prodotto più duraturo e facile all’esportazione. Fu proprio grazie all’arte tedesca e alla voglia di sperimentare che la birra divenne una bevanda migliore. La produzione quindi passò dal livello sperimentale casalingo a uno più industriale, la creazione artigianale venne ampliata dai pub, dai monasteri fino alla creazioni di piccole industrie a tema.

L’avvento della Rivoluzione Industriare riuscì a modificare la produzione della birra, la quale allargò il suo raggio d’azione e migliorò ogni singolo passaggio di preparazione. Ancora oggi è una delle bevande più diffuse e amate in tutto il mondo, artigianale, casalinga o industriale, la birra non perde il suo fascino.

Il kit di preparazione della birra

Per preparare la birra in casa è importante procurarsi un kit tecnico, facilmente reperibile nei negozi specializzati oppure online attraverso i siti a tema. Con il kit è possibile produrre anche la birra cruda, il sidro, l’idromele e altri fermentati. L’attrezzatura tendenzialmente è composta da: malto luppolato con lievito secco, un fermentatore chiuso con tappo ermetico di capienza variabile, gorgogliatore, rubinetto, termometro, densimetro per birra, cilindro da test oppure provetta, dosatore per zucchero, prodotto sterilizzante, sterilizzatore per bottiglie, tappatore standard, confezione di tappi a corona, mestolo in plastica atossica e un tubo di plastica per travasare la birra. Solitamente i componenti possono variare come ad esempio la capienza del fermentatore, la quale potrà partire da una misura standard di 32 litri per poi aumentare in base alla necessità. Ovviamente ogni marchio fornirà articoli e componenti diversi, ma tendenzialmente potrà garantire la presenza del malto luppolato per iniziare subito una produzione casalinga economica e veloce.

Gli ingredienti e la ricetta

Per preparare la birra in modo artigianale, e con l’aiuto del kit, procuratevi: malto di orzo, acqua in media circa 30 litri per ottenere 23 litri di birra, luppolo, levito e zucchero. I quantitativi varieranno in base al kit acquistato e agli ingredienti base si potranno aggiungere spezie, aromi, altri tipi di cereali e malti diversi. Per iniziare si riscalda in acqua calda la busta (o latta) contenente il malto, questo ne favorirà la fluidità e la semplicità nel travaso. Si versa il malto d’orzo in una pentola con 3 litri di acqua calda, quindi si aggiunge lo zucchero (in sostituzione dello zucchero si può utilizzare l’estratto di malto liquido).

Si fa bollire il tutto per circa 5 minuti, quindi si raffredda velocemente il composto ponendo la pentola nel lavello a bagnomaria. Travasate nel fermentatore, precedentemente sterilizzato, quindi aggiungete il quantitativo di acqua indicato dal kit. Appena il mosto avrà raggiunto i 20° (non meno di 18° e non più di 25°) aggiungete il lievito. è importante rivitalizzare questo ultimo, se in formato secco, versandolo prima in un vasetto sterilizzato con acqua a 30° C. La schiuma superficiale attesterà che il lievito è attivo. Dopo aver unito tutti gli ingredienti è indispensabile misurare la gradazione saccarometrica con il densimetro. Mescolate il tutto assicurandovi che la temperatura non superi la massima di 20° C, buttate via il liquido nel densimetro perché non più sterile, quindi inserite il gorgogliatore. Chiudete il fermentatore e posizionatelo in un luogo buio a 20° C.

Durante questa fase la birra inizierà a fermentare, operazione confermata dalla produzione di anidride carbonica emessa attraverso il gorgogliatore. Inoltre uno strato di schiuma superficiale attesterà l’attività del lievito. Nel caso ciò non avvenga rimescolate e controllate la temperatura ambientale. Dopo circa 7 giorni, quando i gorgoglii diminuiranno e il lievito dal colore chiaro si sarà adagiato sul fondo, potrete misurare con il densimetro il peso specifico della birra. Questo non sempre corrisponde alla misura indicata nel kit, perciò e per sicurezza permettete al composto di riposare per altri giorni senza superare i 15 totali. Quando la birra risulterà limpida si potrà travasare e imbottigliare, le bottiglie dovranno riposare per due settimane al buio a 20 massimo 25 gradi. Quindi potrete spostarle in un altro luogo fresco a 14° C, ad esempio in cantina, e lasciarle maturare per altre due settimane. Più lungo risulterò questo procedimento migliore risulterà la birra. Ovviamente è indispensabile lavorare in un ambiente pulito, rispettando le dosi e le temperature indicate nel kit, e utilizzando materiali sterili. Con l’esperienza la birra potrà assumere sapori e aromi differenti, dati dalla sperimentazione, dalla passione e dalla pratica.

12 novembre 2012
I vostri commenti
paolo, venerdì 1 novembre 2013 alle9:55 ha scritto: rispondi »

si potrebbe preparare la birra in casa senza usare il kit ma utilizzando altri ingredienti es :patate, grano,o altre sostanze amidacee:potete inviarmi le relative ricette di vostra conoscenza??

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