Tra le tante idee che si possono mettere in pratica per abbellire e rinverdire un giardino, il birdgarden è di certo una delle tendenze odierne più gettonate. Così come suggerisce il nome, si tratta di uno spazio verde pensato in funzione degli uccellini, un piccolo paradiso di biodiversità. Ma come realizzarlo, anche approfittando del riciclo creativo, e quali sono le sue caratteristiche di base?

Il birgarden è uno spazio esterno dove, grazie alla sapiente scelta delle piante e un’altrettanto valida gestione degli spazi, favorisce l’arrivo e la nidificazione degli uccellini. Di seguito, qualche informazioni di base su questa tendenza di giardinaggio, nonché brevi consigli per incominciare a realizzarlo.

Birdgarden: cosa è?

Così come suggerisce il nome, dall’unione di due parole inglesi, il birdgarden è uno spazio esterno pensato per incentivare l’arrivo degli uccellini, favorendo la loro nidificazione tramite non solo casette e ripari in legno, ma anche attraverso piante dai ricchi rami, nonché varietà da frutto di cui i volatili si possano facilmente cibare.

Sebbene la tendenza abbia trovato di recente una larghissima applicazione, la passione per il birdgarden ha radici lontane, addirittura fino all’Inghilterra dell’800 e dei primi del novecento. È proprio negli splendidi giardini inglesi, infatti, che si cominciò a unire la cura dei luoghi, per inseguire la bellezza visiva, con le esigenze degli animali selvatici che avrebbero potuto abitarli. Da allora, la passione si è trasformata in un vero e proprio progetto in divenire, dove di continuo si studiano a fondo gli habitat, la funzionalità di piante e alberi, la convivenza di specie diverse e, naturalmente, il design da esterno.

Analisi degli spazi e scelta delle piante

Il primo passo per realizzare un birdgarden è, ovviamente, quello di valutare gli spazi a propria disposizione. Il giardino, infatti, non dovrà risultare troppo affollato di alberi, ma nemmeno troppo scevro di varietà di cui gli uccelli possano nutrirsi. Inoltre, è sempre utile vagliare le caratteristiche climatiche del proprio luogo di residenza, anche chiedendo consiglio al proprio fornitore di botanica di fiducia, per capire quali varietà vegetali possano regale il massimo della crescita e della fioritura.

La scelta delle piante è molto varia e, naturalmente, deriva anche dalle tipologie di uccellini che solitamente albergano la propria zona. In genere, gli uccelli possono nutrirsi di semi in caso fossero granivori, di bacche se frugivori, di piccoli animaletti se insettivori. Di conseguenza, a seconda della presenza autoctona, si dovrà cercare di realizzare un equilibrato mix delle piante: alberi da seme, da frutto e specie vegetali solite a ospitare innocui insetti. In genere, si sfruttano innanzitutto le piante ad alto fusto già presenti, come la quercia, arricchendo poi il giardino di tipologie di media altezza quali ciliegio, biancospino, prugnolo e cotoneaster. Ma anche agevolando la crescita di siepi di rosa canina oppure approfittare di edera e cardo, la prima per fornire simpatici nascondigli, il secondo perché attira piccole farfalle e falene. Spazio anche ai fiori, quali il girasole amato per i suoi semi, ma anche a vasi di profumate varietà come la lavanda.

La disposizione delle piante dovrà essere armonica, evitando un’eccessiva sovrapposizione delle fronte, anche perché ad alberi diversi potrebbero corrispondere specie diverse di uccellini. Le piante da bacca, come il mirtillo, tendono ad attirare pettirossi, fringuelli, capinere e rondini, mentre gli alberi da frutto come il melo attirano le cinciarelle. Qualche siepe d’alloro, infine, attirerà di certo i simpatici merli.

Mangiatoie e abbeveratoi: spazio al riciclo

Come già anticipato, quando non è possibile realizzare una crescita autonoma, sarà necessario integrare gli elementi nutrienti con delle piccole mangiatoie, nonché con degli abbeveratoi, perché la presenza d’acqua sarà sempre importante e sarà da stimolo ai volatili per insediarsi nel giardino.

Le mangiatoie possono essere facilmente realizzate con elementi di riciclo, in funzione delle dimensioni degli esemplari che si vorrà ospitare. Qualora si volessero prediligere specie medio o piccole, come passeri e fringuelli, è consigliata una mangiatoia sospesa dotata di finestrelle e tettuccio, per evitare che piccioni o altre specie più grande facciano velocemente razzia del cibo contenuto. Se si preferiscono, invece, specie fisicamente più corpose, si può pensare di installare un distributore da terreno. Si possono recuperare assetti di legno o vecchi barattoli di vetro, ma soprattutto le bottiglie di plastica, con un riciclo amico dell’ambiente. È sufficiente realizzare dei fori che attraversino da parte a parte la bottiglia, dove infilare dei bastoncini che gli uccellini sfrutteranno per posarsi, nonché un’apertura da dove sarà distribuito il mangime. Si appende quindi il tutto con dello spago nella posizione preferita. Come nutrimento, si può optare per briciole di pane, mais tritato, semi di girasole, pezzetti di frutta fresca o secca, frumento e molto altro ancora.

23 aprile 2016
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