Un passo avanti sulla strada delle bioplastiche: l’azienda chimica novarese Novamont ha presentato la quarta generazione del Mater-Bi, famiglia di bioplastiche biodegradabili e compostabili, migliorate rispetto alle versioni precedenti da un aumento del contenuto di materie prime rinnovabili e una maggiore efficienza nelle prestazioni tecniche e ambientali.

La nuova generazione di bioplatiche integra due tecnologie degli amidi complessi e dei poliesteri da oli con due nuove tecnologie, grazie alle quali si costituiranno i nuovi monomeri: la Mater-Bi IV è caratterizzata da ridotto livello di emissioni di gas serra e, soprattutto, da una livello minore di dipendenza da materie prime di origine fossile.

L’industrializzazione delle due nuove tecnologie permetterà di produrre due tipi di monomeri: uno proveniente dalla filiera produttiva degli oli vegetali e ottenuto tramite la trasformazione degli oli in acido azelaico e in altri acidi, in particolare attraverso un processo chimico detto Matrìca, mentre l’altro è proveniente dagli zuccheri trasformati tramite fermentazione a 1,4 BDO, tecnologia brevettata da Genomatica. La nuova famiglia di bioplastiche si presta a molte applicazioni: dai film flessibili e rigidi al coating, dallo stampaggio, fino all’estrusione e ai termoformati.

Proprio sulla tecnologia della fermentazione a 1,4 BDO punta in particolare l’azienda novarese che, tramite MaterBiotech, sua controllata, sta costruendo il primo impianto al mondo basato su questo processo. Catia Bastioli, Amministratore Delegato di Novamont, ha commentato in una nota:

Con l’annuncio odierno, oltre a riconfermare la nostra leadership nel campo delle tecnologie e dei prodotti a basso impatto ambientale, tocchiamo un traguardo importantissimo nella strategia a lungo termine per lo sviluppo del modello Novamont di Bioraffineria di terza generazione integrata nel territorio, basata su tecnologie proprietarie tra loro collegate e applicate a siti industriali in declino.

Le bioraffinerie, secondo Novamont, possono essere l’elemento di rinascita di territori in difficoltà non solo nel nostro Paese ma anche all’estero, nella prospettiva di uno sviluppo locale che consideri la bioeconomia e la sostenibilità ambientale come motore trainante della crescita:

In Europa, questi siti possono diventare elementi catalizzatori per la rinascita di quei territori che oggi sono in grave difficoltà, all’insegna di un modello di sviluppo territoriale con le radici in loco e con la testa nel mondo, che stimoli l’imprenditorialità di tutti ed educhi a un efficiente uso delle risorse attraverso una vera e propria scuola su campo. Sono convinta che le Bioraffinerie integrate che guardano a più prodotti ad alto valore aggiunto rappresentino un modo virtuoso di interpretare il concetto di Bioeconomia e una vera e grande opportunità per il nostro Paese e per l’Europa.

25 giugno 2013
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Antonio, mercoledì 26 giugno 2013 alle18:02 ha scritto: rispondi »

vorrei sapere se tra questi siti di vecchia industrializzazione c'è l'ex petrolchimico di Porto Torres

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