L’ambizioso progetto avviato dal gruppo CAP a Milano aderisce pienamente ai principi dell’economia circolare, trasformando le acque nere da rifiuto in risorsa. L’acqua dei reflui fognari del capoluogo lombardo verrà usata dal gestore del servizio idrico lombardo per ricavare biometano con cui alimentare il parco auto cittadino, riducendo le emissioni di CO2.

Il progetto, oltre ad abbattere l’impatto ambientale dei trasporti su ruota, garantirà agli automobilisti un risparmio di ben il 50% sul pieno di carburante. Il biometano costerà 0,58 euro al kg a fronte degli 0,90 euro al kg pagati per il metano convenzionale.

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Il direttore del gruppo CAP Alessandro Russo ha svelato i dettagli della partnership siglata con la Fiat Chrysler Automobiles e con il Centro Nazionale delle Ricerche. I sessanta depuratori gestiti dalla società a Milano verranno convertiti in bioraffinerie, trasformandosi in distributori di biometano a chilometro zero.

Il biogas ricavato dai fanghi alimenterà sia le autovetture private che i veicoli commerciali. A poter usufruire per primi del pieno “d’acqua” saranno gli abitanti di Bresso.

La società oggi ha avviato i primi test su un’autovettura a metano della FCA, alimentata con il biocarburante prodotto dalle acque nere depurate nell’impianto di Niguarda-Bresso. Il passo successivo sarà la definizione delle norme tecniche e degli aspetti legati alla distribuzione. I tempi per la piena attuazione del progetto non saranno brevi perché in Italia manca una normativa in materia, ma Russo si è detto fiducioso sull’esito del programma e reputa questo primo passo fondamentale per il lancio di una nuova filiera.

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Secondo le stime del gruppo il depuratore di Bresso potrà alimentare in modo sostenibile 416 auto a metano, per una produzione annua di carburante che supera i 340 mila chilogrammi. Una quantità sufficiente a percorrere complessivamente 8,3 milioni di chilometri. Russo ha sottolineato l’alto valore ambientale del progetto:

In futuro l’acqua e l’energia saranno sempre più preziose. Trasformare i depuratori in bioraffinerie in cui dall’acqua sporca nascono nuovi prodotti è una delle tessere del mosaico di sostenibilità che CAP sta componendo.

Secondo Valeria Albizzati della Fiat Chrysler Automobiles l’impatto ambientale delle auto alimentate con il biometano prodotto dalle acque nere è paragonabile a quello dei veicoli elettrici. Le emissioni di CO2 subiscono un taglio di ben il 95%. La FCA ha già 12 veicoli che possono essere alimentati con lo speciale biometano.

Il gruppo CAP nei prossimi anni punta ad aumentare la produzione di biometano ed energia elettrica dalle acque nere. Nel depuratore di Cassano D’Adda inoltre è già partita una produzione sperimentale di fertilizzanti ricavati dai reflui fognari.

30 settembre 2016
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I vostri commenti
simone, venerdì 30 settembre 2016 alle16:20 ha scritto: rispondi »

tutto molto bello ... in italia ci vorranno circa 20 anni ... sempre che il progetto venga portato avanti eheheh

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