La filiera italiana del biogas, la terza più produttiva del mondo, registra un altro importante progresso. Piero Gattoni presidente del Comitato Italiano Biogas ha annunciato l’autorizzazione ricevuta dai primi 10 impianti di produzione e distribuzione del biometano per uso autotrazione. Il biometano è un combustibile ecologico prodotto dalla raffinazione del biogas generato dagli scarti zootecnici e dai rifiuti organici.

La concessione delle autorizzazioni è avvenuta grazie alle nuove direttive sui biocarburanti avanzati approvate l’estate scorsa dal Gestore dei Servizi Energetici. L’apertura del GSE secondo il CIB farà nascere un nuovo comparto fertile a basso impatto ambientale all’interno del settore. I biocarburanti avanzati non entrano in competizione con la produzione alimentare a differenza dei biocombustibili di prima generazione e hanno ricevuto il consenso dell’UE.

L’area geografica più promettente per il biometano è il Centro-Nord, da cui provengono finora tutte le richieste di autorizzazione per nuovi impianti. Cuneo ha fatto da apripista con un progetto pilota avviato dall’azienda di servizi energetici Egea per l’alimentazione degli autobus a biometano.

Tra le nuove frontiere figurano lo scooter a biometano, frutto di una sperimentazione di 15 anni dell’istituto professionale Alberti di Rimini, e la produzione di biogas dai fondi del caffè. Tra i progetti più innovativi rientra inoltre la generazione di elettricità ed energia termica da fuel cell a ossidi solidi alimentate da biogas, una sperimentazione avviata dal Politecnico di Torino. Il primo impianto pilota che si avvale della tecnologia è già entrato in funzione a Collegno.

Massimo Centemero, direttore del Consorzio Italiano Compostatori, nel corso del suo intervento alla rassegna sulla Green Economy Key Energy in corso a Ecomondo ha espresso ottimismo sui recenti sviluppi della filiera:

Il biometano per autotrazione è una nuova frontiera per la trasformazione del rifiuto organico. Il CIC, coerentemente con i principi dell’economia circolare che accompagnano la produzione di compost, sposa integralmente questo nuovo orizzonte della circular economy legato alla produzione di biometano.

Il biometano prodotto dalla frazione umida potrebbe attestarsi sui 500 milioni di metri cubi l’anno, sufficienti ad alimentare l’intera flotta destinata alla raccolta differenziata dell’organico. Nel corso dell’incontro Gattoni ha ricordato l’impatto positivo della filiera del biogas e del biometano sul settore primario ed energetico:

L’industria del biogas da un lato produce elettricità e biocarburanti rinnovabili, dall’altro contribuisce a creare un’agricoltura carbon negative.

Il CIB ha espresso soddisfazione per il sostegno riservato dal Governo alla filiera, dicendosi fiducioso sul raggiungimento degli obiettivi comunitari sul consumo di biocarburanti fissati al 10% entro il 2022. La stabilità garantita alle imprese del Consorzio dal nuovo quadro normativo per Gattoni è un segnale positivo. Il prossimo passo sarà l’approvazione delle norme sull’immissione in rete.

6 novembre 2015
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I vostri commenti
Franco Pace, domenica 8 novembre 2015 alle11:22 ha scritto: rispondi »

Egr. Sig. Tullio, sono un ing. chimico 53enne; le rispondo in modo non ufficiale; le dico che il biometano e' metano ottenuto da processi biologici e chimici e immesso nella normale rete del metano; quindi può essere usato allo stesso modo del normale metano in quanto il suo grado di purezza e' elevato, altrimenti non potrebbe essere immesso nella rete del normale metano; ovviamente il gasolio ha caratteristiche molto diverse dal metano e quindi non puo' essere sostituito dal metano in un motore diesel, mentre per la caldaia penso che con opportuni accorgimenti possa essere sostituito. Distinti saluti.

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