Utilizzare i fanghi di depurazione come fertilizzanti potrebbe incrementare la produzione di biomasse, garantendo più energia a basso impatto ambientale. A sostenerlo è un recente studio condotto dall’Agroenergy Group dell’Universidad Politécnica di Madrid (UPM) in collaborazione con i ricercatori della Universidad Miguel Hernández (UMH) di Elche.

La ricerca, pubblicata sulla rivista specializzata Journal of Cleaner Production, ha esaminato gli effetti dei fanghi di depurazione sulle colture bioenergetiche, monitorando la resa delle piante del genere Cynara, a cui appartiene anche il cardo, per tre anni.

I risultati sono stati sorprendenti: grazie ai fanghi di depurazione, la produzione di biomassa è aumentata di ben il 40%. Ad aumentare è stata anche la resa dei semi oleosi della pianta, cresciuta del 68%. Le colture come la Cynara (Cynara cardunculus L.) sono ideali per la produzione di energia da biomassa perché non si tratta di specie destinate al mercato alimentare. Questa coltura erbacea perenne cresce bene in un clima mediterraneo e garantisce raccolti abbondanti ogni anno.

Ogni anno da questa pianta si ottiene biomassa lignocellulosica, utile come biocombustibile solido per generare energia termica e per la produzione di biocarburanti. L’olio estratto dai semi, inoltre, può essere utilizzato per produzione di biodiesel.

Per evitare di utilizzare fertilizzanti chimici, riducendo i costi e l’impatto delle biocolture, i fanghi di depurazione secondo gli studiosi sono la soluzione ideale. Questi residui organici, provenienti dal trattamento delle acque reflue urbane, sono infatti particolarmente ricchi di sostanze nutritive e disponibili in grandi quantitativi.

A causa della loro origine e composizione, l’utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura è però regolamentato, in modo da evitare il rischio di contaminazione dei prodotti alimentari e dell’ambiente.

Con un impiego corretto i fanghi di depurazione evitano che i terreni agricoli si impoveriscano a causa di uno sfruttamento eccessivo. Utilizzarli per fertilizzare le biocolture non comporta alcun rischio per la salute umana, dal momento che queste piante vengono usate solo per produrre energia e non sono destinate al mercato alimentare.

19 novembre 2014
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I vostri commenti
FRANCO GUERRAZZI, giovedì 20 novembre 2014 alle10:04 ha scritto: rispondi »

Leggendo l'articolo ci si rende conto che usando i fanghi di depurazione si ottiene un maggior raccolto di piante idonee a creare biomassa e non sono idonee all'alimentazione umana. A mio modesto avviso la cosa è un po' falsata in quanto se è vero che questo tipo di coltivazione non è idonea all'alimentazione umana è anche vero che occupiamo terreno che potrebbe essere usato a tale scopo, perciò non credo che la scelta migliore......usando sapientemente la fase umida della raccolta differenziata a mio modesto parere sarebbe meglio.................

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