Biomasse meno inquinanti del GPL, FIPER risponde a Nomisma

FIPER, la Federazione Italiana Produttori Energie Rinnovabili aderente al Coordinamento Associazioni Rinnovabili Termiche ed Efficienza Energetica (CARTE), risponde al recente studio commissionato a Nomisma Energia da Asso Gas Liquidi nel quale si definivano le biomasse molto più inquinanti del comune GPL e si criticava la scarsissima tassazione imposta sulla legna.

Riservandosi di pubblicare una sorta di “contro-studio” completo e approfondito, FIPER smentisce alcuni punti cardine dello studio Nomisma. Ad esempio quello sulla quantità di biomassa legnosa utilizzata per il riscaldamento domestico in Italia. Nomisma parla di circa 20 milioni di tonnellate nel solo 2012 ma, secondo FIPER

Si tratta di una stima, dal momento che non esiste un dato statistico attendibile che censisca l’impiego effettivo di biomassa legnosa, soprattutto quella impiegata in ambito domestico. Il boom registrato nel 2012 dalle stime, rappresenta una quota significativa di legna “emersa” dal mercato sommerso, ma già da sempre utilizzata e che la crisi attuale ha sicuramente incrementato.

Riguardo alla tassazione, Nomisma Energia afferma che sul GPL gravano talmente tante accise e tasse che questo combustibile fossile non può competere con le biomasse, sulle quali si paga praticamente solo l’IVA al 10%. Ma, secondo l’associazione pro rinnovabili, fermarsi alle imposte non rende pienamente i termini della questione:

Per calcolare il reale costo-beneficio dell’impiego delle biomasse a fini energetici è necessario contabilizzare il vantaggio economico e ambientale che queste producono nella gestione e messa in sicurezza del territorio.

Il Ministero dell’Ambiente nell’analisi degli eventi climatici estremi (alluvioni, frane, incendi) a partire dagli anni ’80 ha calcolato nell’ordine di 3,5 miliardi euro/annui, il costo degli interventi di ripristino che pesano sull’economia nazionale. Promuovere la gestione sostenibile del patrimonio boschivo nazionale, consente al Sistema Paese di “evitare” in gran parte i costi, non solo economici, relativi alla gestione delle emergenze.

In un orizzonte di medio lungo periodo, sarebbe opportuno calcolare, anche economicamente, il “costo politico” della quasi totale dipendenza estera per l’approvvigionamento di gas, gpl e gasolio.

Sugli incentivi alle biomasse, invece, la risposta di FIPER a Nomisma è prettamente tecnica. Secondo la federazione gli incentivi sono giusti, ma paradossalmente mal calcolati:

Fermare gli squilibri per noi significa “eliminare” forme di incentivazione che hanno prodotto rendite di posizione e distorto il corretto funzionamento del mercato. In particolare si chiede l’eliminazione del coefficiente k=1,8 ai CV riconosciuto agli impianti che producono energia elettrica dall’impiego delle biomasse legnose, dissipando il calore prodotto.

Questo incentivo ha distorto il mercato di approvvigionamento delle biomasse a scapito delle aziende di teleriscaldamento che producono energia termica senza incentivi, non favorendo l’uso virtuoso di questo combustibile attraverso la co-generazione.

In conclusione FIPER cerca di gettare acqua sul fuoco delle biomasse, ricordando come queste ultime possano aiutare l’Italia (e, in realtà, lo stanno già facendo) a diminuire la sua dipendenza dai combustibili fossili importati dall’estero. Proprio per questo l’associazione chiede che il nuovo Governo che uscirà dalle prossime elezioni di domenica e lunedì rivisiti la Strategia Energetica Nazionale di Corrado Passera.

Secondo FIPER, infatti, le biomasse dovrebbero essere considerate come il “petrolio verde” del nostro paese e, pertanto, dovrebbero essere maggiormente promosse. Per fare un esempio, si potrebbero mettere da parte i progetti di metanizzazione delle aree montane e deviare i relativi investimenti verso il teleriscaldamento a biomasse.

20 febbraio 2013
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I vostri commenti
Carlozallio, domenica 10 marzo 2013 alle21:16 ha scritto: rispondi »

Il riscaldamento a legna nei centri abitati provoca un inquinamento dell'aria pesantissimo.Il fumo entra in casa anche con le finestre chiuse e permane tutta la notte provocando forti disagi alle persone sensibili.

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