Un’analisi dell’ENEA ha evidenziato i rischi per la salute e l’ambiente derivanti dalla combustione di biomasse legnose negli impianti di riscaldamento domestici. La ricerca, dal titolo “Gli impatti energetici e ambientali dei combustibili nel settore residenziale”, è stata presentata ieri a Roma nel corso di un convegno organizzato da Assogasliquidi e Anigas.

Secondo gli esperti le biomasse legnose avrebbero un impatto ambientale e sanitario alto a causa delle emissioni di particolato, ossidi di azoto e composti organici volatili. Il PM 2.5 è uno dei più pericolosi per la salute perché riesce a penetrare facilmente nell’organismo attraverso le vie respiratorie superiori, aumentando il rischio di tumori e malattie respiratorie.

Le associazioni dei produttori di gas naturale hanno commentato i risultati dello studio dell’ENEA invocando regole più rigide per limitare le emissioni di polveri sottili delle biomasse legnose. Assogasliquidi e Anigas chiedono inoltre una rimodulazione degli incentivi che tenga conto dei rischi del particolato per la salute pubblica.

Secondo le proiezioni dell’ENEA la riduzione delle emissioni inquinanti derivante dall’adozione di tecnologie più efficienti e sostenibili nel settore industriale e automotive potrebbe essere compromessa dall’incremento dell’uso delle biomasse nel settore residenziale.

Dall’analisi dei ricercatori dell’ENEA emerge che le biomasse sono responsabili di oltre il 99% delle emissioni di particolato del settore civile. Per gli analisti incentivare ulteriormente l’uso delle biomasse per il riscaldamento domestico potrebbe vanificare gli sforzi per la riduzione degli inquinanti compiuti in altri settori.

La diffusione massiccia delle biomasse nel settore residenziale potrebbe inoltre aumentare i decessi per inquinamento da particolato, stimati dal Centro Controllo Malattie del Ministero della Salute in 30 mila all’anno.

Le aree più a rischio sono la Pianura Padana, Roma e Napoli, dove il particolato sfora la soglia di 10 ug/m3. Assogasliquidi e Anigas chiedono al Governo di tenere conto dello studio dell’ENEA e delle valutazioni di rischio del Ministero della Salute imponendo anche al settore delle biomasse l’adozione di tecnologie a basse emissioni. I camini aperti e chiusi dovrebbero essere sostituiti con impianti efficienti a gas o impianti di riscaldamento che sfruttino altre fonti rinnovabili.

12 novembre 2015
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
I vostri commenti
roberto, giovedì 18 febbraio 2016 alle21:15 ha scritto: rispondi »

Purtroppo questi signori si dovrebbero vergognare son quelli che negl' ultimi 50 anni hanno preso incentivi per le rinnovabili per produrre energia elettrica da btz olio combustibile per l'industrie altro che stufette da 10 kw per abitazione che si utilizzano per poche ore al giorno ed ahnno raggiunto rendimenti oltre 93% e bassissime pm 10 tanto che sono incentivate in base alla produzione di pm 10 meno inquinano più l'incentivo è remunerante. Questo è come quelli che importano moneta suonante in paradisi fiscali i signoroni industriali poi fanno fare la pubblicità in tv. che paghiamo aliquote tasse alte perchè artigiani e commercianti evadono. Abbassate le aliquote; fate i controlli; pene certe per chi evade galera allora si che si risolvono i problemi delle tasse altro che chiacchiere a forza di aumentarle siamo tutti poveri e quattro ricconi che detengono i primati di guadagni che ci potrebbero tranquillamente campare popolazioni .

Silvano Ghezzo, sabato 14 novembre 2015 alle1:09 ha scritto: rispondi »

Mi dispiace contraddire mexsilvio, ma bruciare legna comporta realmente un forte inquinamento e non ultima anche diossina. Nei milioni di anni di anni l'umanità ha bruciato il legno perchè non aveva altre risorse , era inconsapevole della dannosità e soprattutto non era composta da sette miliardi di persone. Commento da normale cittadino non appartenente alle lobbie del metano, ma molto interessato alla propria salute fisica.

Francesco, venerdì 13 novembre 2015 alle22:35 ha scritto: rispondi »

Ma poi guarda chi interviene: assogasliquidi e anigas. Forse vendono gas per riscadamento..... loro......!!!!!!

mexsilvio, giovedì 12 novembre 2015 alle20:08 ha scritto: rispondi »

un milione di anni della vita dell'uomo CERTIFICA CON ESATTEZZA CHE QUESTE AFFERMAZIONI SONO FALSE , E PREGIUDIZIEVOLI ..!! ALLO SCOPO DI CONSUMARE ED ARRICCHIRE LE LOBBIE DEL METANO , CHE GUARDA CASO , E NON VIENE DETTO ...!! PRODUCE POLVERI TOSSICHE ...ED IN QUANTITA' NOTEVOLE ..???

Lascia un commento