I rifiuti lignocellulosi sono una delle risorse più preziose per la produzione di energia da biomasse. I rifiuti agricoli in particolare, contengono grandi quantità di biomassa lignocellulosica – fatta da cellulosa, emicellulosa e lignina – che può essere convertita in zuccheri fermentabili industrialmente. L’ostacolo principale allo sviluppo di tale tecnologia è il costoso procedimento di frammentazione delle catene di cellulosa e xilani, che serve a restituire le molecole di zucchero.

Per la produzione di biocarburanti da legno viene usato il fungo Trichoderma, che produce enzimi in grado di rompere le catene di cellulosa e xilani in molecole di zucchero. Ma il fungo non produce sempre questi enzimi. In questo caso, la produzione deve essere stimolata con un “induttore”, disaccaride solforosa, che vale più dell’oro: 2,500 euro al grammo.

Per ovviare a tutto ciò e rendere molto meno costoso il procedimento, dei ricercatori della University of Technology di Vienna, hanno messo a punto delle muffe geneticamente modificate, capaci di rompere le catene in molecole più piccole di zucchero, grazie a ricerche ed esperimenti che agiscono sull’interruttore molecolare che regola la produzione degli enzimi nei funghi.

Gli xilani sono le sostanze di origine naturale più diffuse in natura: fanno parte della parete cellulare vegetale e si trovano in materiali legnosi e semilegnosi come la paglia, il pellet, la segatura, i gusci. Massimizzando la produzione di biomassa e rendendo meno costoso il procedimento, l’uso del legno per produrre energia potrebbe diventare molto importante in futuro.

La biomassa da legno, infatti, è uno dei metodi per ottenere energia più sostenibile che esista. A differenza della biomassa creata da alimenti come mais, canna da zucchero o barbabietola, la biomassa creata da materiale legnoso non sottrae terre per l’alimentazione, non rende più costose le materie prima sui mercati né distrugge la biodiversità locale. Inoltre, la biomassa da legno può essere davvero “ecologica”: non ha bisogno necessariamente dell’abbattimento di alberi, ma può essere prodotta esclusivamente con i rifiuti prodotti dalle foreste e dalle attività umane.

11 giugno 2013
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