Usare biomassa legnosa può far aumentare il rilascio di CO2 nell’atmosfera. A lanciare l’allarme è uno studio del Dartmouth College, che spiega come il disboscamento può portare a un rilascio maggiore di carbonio contenuto nel sottosuolo, che detiene oltre il 50% di tutto il carbonio presente nelle foreste.

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Solitamente, il carbonio contenuto nelle profondità non viene preso in considerazione dagli studi che analizzano il rapporto fra biomassa e rilascio di CO2: questo perché il carbonio contenuto nel sottosuolo è pensato come un elemento stabile, che non influenza la produzione di legno in superficie. Lo studio del Dartmouth sostiene invece il contrario: una mal gestione delle foreste, con interventi non attentamente pianificati, rischia solo di aggravare la situazione delle emissioni nocive globali. Andrew Friedland, professore della Dartmouth e co-autore dello studio, ha spiegato:

Il nostro lavoro suggerisce il carbonio nel suolo minerale può cambiare molto rapidamente, determinano incrementi di anidride carbonica nell’atmosfera, a causa di operazioni come il disboscamento. Il ricorso a una quantità maggiore di biomassa da legno può avere l’effetto indesiderato di aumentare il trasferimento di carbonio dal suolo minerale all’atmosfera, ribaltando completamente i nostri obiettivi.

La biomassa legnosa, che comprende sia alberi cresciuti in piantagioni apposite, che foreste naturali o rifiuti derivanti dalle operazioni di disboscamento, costituisce circa il 75% della produzione di biocarburanti a livello mondiale. La risposta dei minerali e del carbonio contenuto, secondo il team che ha realizzato lo studio, può variare secondo le tecniche usate, l’intensità delle operazioni, il raggio d’azione e il tipo di terreno.

Nel tracciare i risultati, il team si è concentrato sulle tecniche di disboscamento e produzione di biomassa negli States: in particolare, si concentra sulla comprensione degli effetti della deposizione atmosferica di agenti inquinanti e del loro rapporto con la raccolta di biomassa dalle foreste ad alta quota. Oltre al carbonio, sono stati considerati elementi piombo, azoto e calcio. Secondo il team del Dartmouth le ricerche in circolazione attualmente sono incomplete:

L’analisi completa dei cicli di carbonio delle foreste è fondamentale per la comprensione e la mitigazione dei cambiamenti climatici. La comprensione dei cicli di carbonio delle foreste, a sua volta, richiede un’analisi approfondita della memoria e dei flussi di carbonio delle foreste, che includono le biomasse derivate da elementi vivi o da rifiuti, così come i residui organici del sottosuolo o la composizione minerale. Se non consideriamo tutti gli elementi che intervengono in questo processo, rischiamo di produrre conseguenze negative per il pianeta.

13 giugno 2013
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I vostri commenti
mex silvio, giovedì 13 giugno 2013 alle20:53 ha scritto: rispondi »

semplicemente non vero....!! quando c'e' un incendio...e capita proprio nelle foreste , non monitorizzate...!!! quando C02 si produce..??

Loris Pasotti, giovedì 13 giugno 2013 alle13:30 ha scritto: rispondi »

Basta titolo stupidi! chi scrive deve sapere di cosa sta parlando dal momento che sa benissimo che oltre il 50% del suo pubblico leggerà acriticamente solo il titolo dell'articolo

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