Un microrganismo in grado di degradare, in modo anaerobico, la biomassa vegetale, per liberare gli zuccheri necessari alla produzione di biofuel. La scoperta è di un team di ricercatori dell’Università della Georgia, che hanno usato il Caldicellulosiruptor bescii, un microrganismo termofilo che si trova sul panicum virgatum, pianta delle foreste del Nord America. Il batterio, posto ad alte temperature, riesce a innescare il processo di decadimento di tutti i componenti necessari alla produzione di biofuel, tra cui la cellulosa, il glucosio e la lignina, elemento estremamente difficile da abbattere.

Uno degli ostacoli principali all’uso di biomassa come fonte energetica, infatti, è il processo di pretrattamento che comporta: per scomporre il tutto solitamente si usano acidi forti, ad alte temperature, molto costosi e poco efficienti. ad esempio, i materiali lignocellulosici sono potenzialmente ottime materie prime, ma la loro complessità chimica li rende difficili da sintetizzare, in particolare a causa della lignina. Per cui, molti scienziati stanno cercando di trovare metodi alternativi per abbattere costi e aumentare l’efficienza del processo.

Il team della Georgia ha scoperto che, esponendo il panicum virgatum, conosciuto anche come switchgrass, a circa 80 gradi, il Caldicellulosiruptor bescii può solubilizzare una quantità significativa di biomassa: fino a circa il 25% per un trattamento della durata di 5 giorni. Rafael Luque, esperto di biomasse e valorizzazione dei rifiuti presso l’Università di Cordoba in Spagna, ha commentato così la notizia:

Questi risultati possono avere importanti implicazioni per la produzione di biocarburanti sostenibili e, sicuramente, stimoleranno ulteriori importanti ricerche sull’uso di microrganismi termofili nella produzione di energia da biomassa.

Il gruppo di ricerca si concentrerà ora sulla possibilità di aumentare ulteriormente l’efficienza del processo, cercando di scovare quali le siano caratteristiche o i fenomeni che limitano ancora le potenzialità del Caldicellulosirupto bescii. Inoltre, in attesa di stabilizzare il metodo, il team ha annunciato che in futuro concentrerà sulla sperimentazione del procedimento anche su altre materie prime agricole.

17 giugno 2013
I vostri commenti
Enzo R., martedì 18 giugno 2013 alle18:00 ha scritto: rispondi »

La possibilità di utilizzo del Panicum Virgatum per la produzione di biocarburanti è nota da qualche tempo, come quello già avviato in Italia della comune canna lacustre (Arundo Donax). Gli ambientalisti USA sono contro l'uso del panicum in quanto è la pianta delle vaste praterie americane, ambiente di riproduzione e vita di numerose specie animali.

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