Biologico in futuro più sicuro grazie ad un’impronta digitale analitica. Il progetto permetterà un’identificazione più chiara e certa del prodotto, individuando quelli che sono di reale provenienza bio dai tentativi di truffa ai danni del consumatore. Ad occuparsene nei prossimi tre anni saranno alcuni ricercatori europei coordinati dall’Università di Copenhagen, dalla Fondazione Edmund Mach, dal Centro ricerca e innovazione dell’AIAB. Ci sarà inoltre il supporto finale del BIOS, che contribuirà a valutare l’effettiva applicabilità dell’impronta nel sistema di certificazione.

Il progetto è stato denominato “AuthenticFood” e prevede la partecipazione di 11 paesi europei a fronte di ben 16 collaborazioni. Avviato a novembre, ha come scopo principale la realizzazione di una tecnica in grado di tutelare il settore biologico attraverso la messa al bando delle frodi che lo riguardano.

Truffe sul biologico che penalizzano duramente il settore ogni anno. Un esempio recente lo ha rappresentato l’operazione “Gatto con gli stivali”, condotta a dicembre 2011 dalla Guardia di Finanza: scoperto un giro d’affari pari a 200 milioni di euro a fronte di 700 mila tonnellate di prodotti alimentari falsamente proposti come bio.


La futura “impronta digitale” avrà un’impostazione che unirà la metodologia statistica multivariata ad analisi e rapporti di laboratorio riguardanti i residui di fitofarmaci e i profili minerali e metabolomici. Mentre alcuni di questi metodi sono già stati impiegati per verificare l’effettivo status di prodotto biologico, per altri andranno valutati nel tempo il grado di affidabilità dei risultati e, in ogni caso, il costo finale del procedimento.

10 gennaio 2012
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AGI
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