Biologico: maxi-truffa nel Ragusano, aziende usavano pesticidi

La Guardia Di Finanza ha portato a termine nel Ragusano, lo scorso 2 novembre, un’operazione nei confronti di aziende identificate come “bio” che usavano però prodotti chimici, fertilizzanti, pesticidi. Oltre 10 tonnellate di questi prodotti sono stati ritirati da aziende che si definivano biologiche e che percepivano anche contributi dalla UE per il loro lavoro.

Una truffa ai danni dei consumatori che pagavano anche cifre stellari per l’acquisto. È dal 2015 che queste aziende prendono in giro i consumatori per un costo totale di 8 milioni di euro. Da questa indagine è emerso poi un altro problema: il sistema certificatore è fallato.

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In totale sono nove le aziende coinvolte da questa maxi-operazione che ha interessato diverse realtà tra Ragusa, Modica, Siracusa, Scicli, Vittoria e Pozzallo. Queste vendevano a prezzi stellari prodotti ortofrutticoli normali, spacciandoli per bio e incassando circa un milione di euro dalla Politica Agricola Comune Europea. Il bio in Italia ha un valore di quasi 5 miliardi di euro ogni anno, posizionando il nostro Paese al primo posto in Europa.

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Ciò che sconvolge è che nessuno in questi anni si è mai accorto della truffa in Italia, la segnalazione che ha dato il via alle analisi è arrivata dall’Inghilterra. Le autorità inglesi hanno avvisato il Ministero delle Politiche Agricole italiano che in un lotto di zucchine bio importate dall’Italia c’erano troppi pesticidi. Una volta effettuati i controlli però l’Ispettorato centrale tutela qualità e repressione frodi (Icqrf) non ha trovato nulla. Una possibile spiegazione del perché di queste discrepanze è legata al sistema di certificazione adottato dalle aziende coinvolte, che vede in alcuni casi sovrapporsi controllati e controllori.

20 novembre 2017
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