Mense scolastiche sempre più biologiche, ma troppi rifiuti “usa e getta”. Questa in estrema sintesi la situazione attual del sistema di ristorazione scolastica in Italia secondo il rapporto Mens(a)Sana 2013– Ristorazione sostenibile nelle scuole presentato da Nomisma/Pentapolis.

L’alimentazione sostenibile nelle mense scolastiche compie decisi passi in avanti per quanto riguarda la tipologia di cibi presentati a bambini, con un +50% per quanto riguarda le strutture di ristorazione che hanno scelto prodotti biologici. In crescita il numero di pasti serviti ogni anno, circa 1,2 milioni ogni anno.

Nel rapporto anche le percentuali relative ad alcuni buoni risultati ottenuti nel corso degli ultimi anni dalle amministrazioni locali come l’obbligo per le ditte appaltatrici di procedure di rilevazione degli avanzi (38%), raccolta differenziata (74%), menù bio (81%) e prodotti DOP (67%), tipici locali (40%) e del mercato equo e solidale (33%). Il 69% inoltre fornisce da bere acqua di rubinetto.

Meno positivi sono però i dati relativi alla componente rifiuti, con circa 50 grammi di immondizia prodotti ogni giorno da alunni e studenti. A pesare prodotti usa e getta come piatti, forchette e coltelli.

Qualche nota negativa anche per quanto riguarda gli scarti alimentari, con circa 74 mila tonnellate di cibo che vengono ogni anno gettate nella spazzatura. Preoccupa infine anche il sistema di assegnazione degli appalti, nel 33% dei casi basato sul solo criterio economico.

21 ottobre 2013
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