L’ingegneria genetica al servizio dell’energia rinnovabile. Una equipe di chimici dell’Università della California Davis è riuscita a produrre il laboratorio un’alga blu-verde in grado di originare precursori chimici di carburanti e materiali plastici. Un passo che i ricercatori ritengono fondamentale nell’ottica del progressivo abbandono dei combustibili fossili.

Le alghe blu-verdi, dette anche cianobatteri, esistono in natura da almeno 3 miliardi di anni e sono in grado di effettuare la fotosintesi: sfruttano l’energia solare per trasformare l’anidride carbonica in sostanza organica. La sfida dei ricercatori consiste nel riuscire a sfruttare questa reazione per produrre sostanze facilmente convertibili in materie prime per l’industria chimica e la produzione di carburanti.

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Spiega Shota Atsumi, assistente di Chimica e autore principale dello studio:

La maggior parte delle materie prime chimiche proviene da petrolio e gas naturale, ma ora abbiamo bisogno di altre fonti.

Più nel dettaglio, gli studiosi californiani sono riusciti a inserire nella struttura cellulare dei cianobatteri i geni per alcuni enzimi in grado di trasformare, sfruttando la luce del sole, la CO2 in 2,3 butandiolo, una sostanza chimica che può essere usata per produrre vernici, solventi, plastiche e combustibili.

I livelli di produttività raggiunti in laboratorio, spiegano i ricercatori coinvolti nel progetto, fanno ben sperare nelle possibili applicazioni commerciali dei batteri ingegnerizzati. Nei prossimi mesi, gli studiosi tenteranno di migliorare ulteriormente la resa, oltre a cercare di sintetizzare composti diversi dal 2,3 butandiolo.

8 gennaio 2013
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