Incredibile ma vero, i tetti verdi, quelli cioè sui quali si coltivano fiori, piante o anche un orto, non sono la soluzione più ecologica. Paradossalmente il metodo più ecologico per la bioedilizia è noto da secoli, e applicato molto diffusamente: colorare il tetto di bianco. Lo afferma uno studio della rivista Energy and Buildings che ha calcolato in almeno il triplo la maggiore efficienza di un tetto bianco rispetto a uno verde nel combattere i cambiamenti climatici.

I proprietari interessati al riscaldamento globale dovrebbero scegliere i tetti bianchi che sono tre volte più efficaci dei tetti verdi nel raffreddamento del globo.

afferma l’abstract dello studio redatto realizzato dal Lawrence Berkeley National Laboratory. Ma qual è la differenza tra le due tipologie di tetto? Un tetto verde è uno spazio, normalmente inutilizzato, che viene adibito a giardino pensile. Si può addobbare con piante, fiori, uno strato di erba vera e qualsiasi altro tipo di vegetazione. Le sue proprietà principali sono l’isolamento termico e l’assorbimento dell’acqua piovana.

I tetti bianchi invece sono normalissimi tetti che, essendo completamente dipinti di bianco, riflettono la luce solare. In questo modo riducono il calore che entra dal tetto, un vantaggio specialmente d’estate, e respingendo i raggi solari, permettono di ridurre anche la quantità di calore che rimane nell’atmosfera. Assorbendo meno luce solare, dicono i ricercatori, i tetti bianchi compensano in parte gli effetti del riscaldamento da gas serra.

Se però allargassimo lo sguardo anche ad altri fattori, come per esempio la capacità di assorbire la CO2 da parte delle piante del tetto verde, allora a questo punto lo scenario cambia. Di fatto i tetti meno efficienti sono quelli dipinti di nero che assorbono più calore di tutti e di conseguenza portano gli edifici a un riscaldamento maggiore, che spesso viene compensato dai proprietari con un utilizzo elevato di aria condizionata e sistemi di raffreddamento.

6 febbraio 2014
Fonte:
Lascia un commento