Bioedilizia: cemento più green e resistente grazie alle ceneri vulcaniche

Produrre cemento più sostenibile e resistente grazie alle ceneri vulcaniche. La possibile novità nel settore della bioedilizia arriva dal MIT, Massachusetts Institute of Technology, il cui studio è stato pubblicato sul Journal of Cleaner Production e realizzato in collaborazione con alcuni scienziati del Kuwait. Un’ipotesi importante considerato che alla produzione di cemento è legato circa il 5% delle emissioni di CO2 a livello mondiale.

I vantaggi per l’ambiente legati all’utilizzo di ceneri vulcaniche per produrre cemento si esprimerebbero nella sua ampia disponibilità in natura, nel suo essere ritenuto un materiale di scarto e nell’interazione con acqua e altre sostanze utilizzate per formare composti simili a quello cementizio. Inoltre si renderebbe necessario il 16% in meno di energia (impiegando il 50% di ceneri vulcaniche) per produrre i materiali necessari per edificare un quartiere di 26 edifici rispetto a quella che servirebbe impiegando un tradizionale cemento Portland.

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Un processo che potrebbe portare anche alla realizzazione di cemento specificamente designato per la sua applicazione finale secondo Oral Buyukozturk, docente presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (CEE) del MIT:

Puoi personalizzarlo. Se è per un blocco del traffico, ad esempio, potresti non aver bisogno di tutta la forza necessaria invece per realizzare un grattacielo. Quindi potresti produrre il blocco con molta meno energia.

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A permettere tale risparmio nella produzione di cemento sarebbe la stessa genesi delle ceneri vulcaniche. A spiegarlo Stephanie Chin del CEE (MIT’s Department of Civil and Environmental Engineering) e parte del gruppo di ricerca:

La produzione di cemento richiede un enorme ammontare di energia a causa delle elevate temperature richieste, e si tratta di un processo multistadio. Questa è la motivazione principale che spinge a ricercare un’alternativa. Le ceneri vulcaniche vengono formate ad alte temperature e a elevata pressione, e la natura si occupa di tutte queste reazioni chimiche al posto nostro.

9 febbraio 2018
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MIT
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