L’Italia è terza in Europa nel settore della bioeconomia. A rivelarlo è un recente report realizzato dal Centro Studi di Intesa Sanpaolo, pubblicato dalla rivista internazionale Materia Rinnovabile, edita da Edizioni Ambiente e dedicata all’economia sostenibile e circolare.

I dati diffusi dall’analisi descrivono uno scenario particolarmente favorevole per l’economia sostenibile italiana, che si conferma una fonte di ricchezza e di occupazione preziosa in un momento di grave crisi economica. Secondo gli analisti in Italia la bioeconomia vale 241 miliardi di euro.

Il settore dà lavoro a 1,6 milioni di persone. Tra le grandi economie europee l’Italia è seconda solo alla Francia e alla Germania. In Francia il valore della bioeconomia si attesta infatti sui 295 miliardi di euro. La leader assoluta del settore nei Paesi dell’UE è la Germania. Ai tedeschi l’economia sostenibile frutta ben 330 miliardi di euro.

Visto complessivamente il valore della bioeconomia nella UE5 è di oltre 1.200 miliardi di euro. I cittadini europei che hanno trovato lavoro grazie all’economia sostenibile sono circa 7,5 milioni.

Ancora più vaste le ricadute occupazionali ed economiche del settore a livello globale. Solo nel 2012 le esportazioni di prodotti bio hanno movimentato un giro d’affari di 2.100 miliardi di dollari, pari all’11,4% del commercio mondiale. Dal 2007, quando la percentuale si attestava sull’8,9%, si è assistito a una crescita di oltre 2 punti.

Una fetta rilevante delle esportazioni è coperta dai prodotti agroalimentari che rappresentano i 2/3 della merce esportata. Nello specifico l’export di prodotti alimentari biologici vale 1.850 miliardi.

Il 16% delle esportazioni è rappresentato dai “biochemicals”. Questo segmento del mercato è dominato dagli Stati Uniti, dalla Germania e dall’Olanda. Per quanto riguarda le importazioni il Paese che acquista una quota maggiore di prodotti della bioeconomia dall’estero è la Cina. Il Paese asiatico da solo copre il 10% delle importazioni globali.

Gli esperti di Materia Rinnovabile sottolineano la necessità per l’Europa di puntare sempre più su un’economia sostenibile e circolare nei prossimi anni:

Occorre disaccoppiare la crescita dal consumo di risorse, ideando prodotti facili da riutilizzare e riciclare, e fare in modo che ciascun componente del prodotto sia biodegradabile o riciclabile al 100%.

Passare a prodotti “biobased” permetterà di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, abbassando i costi e l’impronta ecologica delle attività produttive.

12 marzo 2015
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