Biodiversità, Coldiretti: agricoltura italiana a rischio per parassiti stranieri

Dalla Popillia japonica alla Drosophila suzukii fino alla Aetina tumida. Sarebbero questi parassiti provenienti da altri continenti a colpire la biodiversità del made in Italy, arrivati nel nostro Paese a causa degli scambi commerciali. Luogo in cui hanno trovato un habitat favorevole in cui riprodursi per via dei cambiamenti climatici.

È quanto rende noto la Coldiretti in occasione della giornata della biodiversità vegetale. Dall’ulivo al pomodoro, dagli agrumi al castagno, dalle ciliegie ai mirtilli, da piante come le palme per arrivare perfino alle api: si apprende che i simboli dell’agricoltura italiana sono sotto attacco:

Se per la Xyella l’Italia è stata addirittura deferita alla Corte Ue, l’ultima arrivata è la “cimice marmorata asiatica” (Halyomorpha halys) che sta distruggendo i raccolti nei frutteti, negli orti, ma anche le grandi coltivazioni di soia e di mais nel nord Italia. Preoccupa anche la Popillia japonica originaria dal Giappone, che può attaccare 295 specie vegetali, di cui almeno cento di forte interesse economico come il mais, la vite, il pomodoro, i meli, i fiori.

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Sono anche altri i parassiti che stanno distruggendo la biodiversità made in Italy. Le castagne sono a rischio a causa del cinipide galligeno del castagno, il Dryocosmus kuriphilus, proveniente dalla Cina, che si sta cercando di combattere con l’insetto Torymus sinensis. Poi frutti come ciliegie, mirtilli e uva – soprattutto quelli prodotti in Veneto – sono sotto attacco da un moscerino killer difficile da sconfiggere, la Drosophila Suzukil, proveniente dal Nord America.

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L’insetto che uccide le api (Aethina tumida) invece sta minacciando la produzione italiana di miele di acacia, castagno, agrumi e mille fiori. Anche questo ha provenienza America, mentre dall’Asia arriva il punteruolo rosso Rhynchophorus ferrugineus che dal 2004 continua a fare strage di palme. Come spiegato dalla Coldiretti per difendere la biodiversità e il patrimonio agroalimentare italiano è necessario:

Rafforzare gli strumenti di intervento per sostenere i produttori fortemente danneggiati, ma è anche necessario potenziare la ricerca per la prevenzione. Fondamentali sono certamente i controlli sulle importazioni e la lotta al commercio irresponsabile.

22 maggio 2018
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