In capo a un anno, un impianto sperimentale in Indiana, negli Stati Uniti, darà il via alla produzione di diesel a partire da gambi e foglie delle piante di mais. L’impianto utilizzerà processi già impiegati dell’industria chimica e petrolifera, puntando a produrre carburante a prezzi competitivi con il petrolio.

L’impianto dell’Indiana, che tratterà 10 tonnellate di biomassa al giorno, sufficienti per produrre 800 galloni (3.000 litri) di biocarburante al giorno, sarà costruito dalla Mercurius Biofuels di Ferndale, Washington, con l’aiuto di un finanziamento di 4,3 milioni di dollari da parte del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti.

Le biomasse cellulosiche, come i gambi di mais o i trucioli di legno, sono abbondanti e richiedono meno energia e fertilizzanti rispetto allo zucchero o alle pannocchie, le principali fonti attuali di biocarburanti. Per questo motivo, la produzione di biomassa cellulosica è più economica e comporta meno emissioni di anidride carbonica.

Fino a ora, però, è stato difficile produrre carburante a partire da queste fonti a prezzi contenuti, soprattutto a causa delle spese per il trasporto della biomassa grezza. Una soluzione è quella di costruire piccole bioraffinerie vicino ai luoghi di produzione delle materie prime, ma strutture più piccole tendono comunque a essere piuttosto costose.

Proprio sui costi di trasporto incide il nuovo processo utilizzato dalla Mercurius, grazie al quale la biomassa può essere trasformata in un prodotto intermedio liquido all’interno di piccoli impianti situati in prossimità dei luoghi di produzione delle materie prime. Questo liquido occupa molto meno volume rispetto alla biomassa originale, ed è pertanto più economico da trasportare a grandi impianti centralizzati per essere convertito in biofuel.

L’intero processo si basa su una tecnologia sviluppata da Mark Mascal, professore di chimica presso l’Università di California a Davis, basata sulla conversione della cellulosa in Chloromethylfurfural, che a sua volta, può essere convertito in gasolio con processi industriali simili a quelli utilizzati nell’industria chimica e nelle raffinerie di petrolio.

Si tratta comunque di una tecnica ancora in fase embrionale. Finora, infatti, le diverse fasi del processo sono state realizzate solo su piccola scala, e l’intero processo non è stato ancora portato avanti nella sua interezza.

29 aprile 2013
Lascia un commento