Biocarburanti: quelli prodotti dalle alghe non sono sostenibili

La produzione di biocarburanti a partire dalle alghe non è sostenibile. Quella che sembrava una strada più “verde” per la mobilità a motore sembra in realtà essere ben poco ecologica, almeno stando alle ultime ricerche del National Research Council (NRC) americano.

Sotto accusa, in particolare, ci sono le grandi quantità d’acqua necessarie per la produzione di biofuel dalle alghe, ma anche l’inevitabile uso di fertilizzanti e il consumo energetico significativo richiesto dal processo. Eppure, era stato Barack Obama in persona a scommettere sui biocarburanti, indicandoli come una possibile strada per ridurre la dipendenza degli USA dalle importazioni di petrolio dall’estero.

Spiega Jennie Hunter-Cevera, fisiologa microbica e leader del gruppo di ricerca:

I biocarburanti algali sono ancora un adolescente che ha bisogno di svilupparsi e crescere. Tra l’altro, al momento potrebbero non essere in grado di fornire 10.300 milioni di galloni, pari al 5% della domanda americana complessiva.

Al di là delle prospettive di produzione il problema principale evidenziato dai ricercatori è il fatto che, considerando l’intero ciclo di vita dei biofuel di derivazione algale, alcune stime restituiscono valori delle emissioni di gas serra addirittura superiori rispetto a quella dei combustibili tradizionali. Eppure, secondo gli scienziati del National Research Council, si tratta di una tecnologia dalle prospettive future interessanti.

La stessa Algae Biomass Organization, del resto, non si è lasciata scoraggiare dalle conclusioni della ricerca, commissionata dal Dipartimento per l’energia americano:

Ci auguriamo che i responsabili politici e gli altri soggetti coinvolti nel futuro dell’industria dei combustibili riconosceranno che le conclusioni della NRC e le preoccupazioni per la sostenibilità non rappresentano un ostacolo definitivo per la crescita futura del settore.

26 ottobre 2012
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I vostri commenti
MARCO BERTELLI, lunedì 29 ottobre 2012 alle20:46 ha scritto: rispondi »

A proposito dell'articolo " le biomasse forestali aumentano le emissioni della CO2 " vorrei capire se questi grandi scienziati dell JOINT RESEARCH CENTRE della UE hanno studiato molto per dire certe cavolate o sono pagati per farlo. Innanzi tutto bisogna osservare che a parità di kilocalorie fornite 1 ton di biomassa legnosa emette molto meno CO2 rispetto ai combustibili fossili, poi  in base al tipo di bosco da tagliare avrò un periodo di taglio diverso che si basa sul tempo di maturazione di tale bosco e nel caso di un bosco come quello delle conifere della scandinavia se maturano dopo 100 anni di crescita ogni anno potrò tagliare un centesimo del patrimonio boschivo che ho programmato di valorizzare per produrre energia alternativa e quindi le emissioni di CO2 del centesimo che taglio ogni anno sono compensate dagli altri 99 centesimi di foresta ancora in piedi che sta crescendo e che assorbe la CO2 , CON LA ENORME DIFFERENZA CHE MENTRE IL CENTESIMO CHE TAGLIO, GIA MATURO, ORMAI ASSORBE POCA CO2 PERCHE' E MOLTO INVECCHIATO E MENO EFFICIENTE, L'ALTRO 99 % DI FORESTA E' PIU' GIOVANE E MOLTO PIU' EFFICIENTE NELL'ASSORBIRE LA CO2. Poi la CO2 non viene fissata solo nella parte epigea della pianta ma anche in quella ipogea e quindi il bilancio non è assolutamente negativo ma bensì positivo. Questi fatti sono ancora più evidenti e dimostrabili nel caso di foreste miste a veloce accrescimento come quelle che ho realizzato io su migliaia di ettari, in Italia, negli ultimi 30 anni, utilizzando specie a veloce accrescimento e miglioratrici della fertilità grazie ad aun rapporto C/N della lettiera di foglie pari a 30/1 . Cordiali saluti Marco Bertelli. ENERGIA DAI BOSCHI S.r.l. cell. 348-6947501.

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