Una recente ricerca condotta dai ricercatori della Woods Hole Oceanographic Institution ha individuato una nuova materia prima economica per la produzione di biocarburanti su larga scala. Si tratta un’alga usata comunemente per la produzione di mangime per pesci che possiede delle enormi potenzialità per l’industria dei biocombustibili. Dalla sintesi dell’alga Isochrysis, questo il nome della specie, si può ricavare sia biodiesel che biocarburante per aerei.

I costi e i tempi del processo produttivo dei biocarburanti potrebbero dunque essere notevolmente ridotti. Greg O’Neil, uno degli autori dello studio, ha specificato che al momento il metodo impiegato per produrre biocarburante dall’alga Isochrysis non è ancora abbastanza competitivo per pensare alla produzione industriale. Ciononostante, poter produrre due biocarburanti da una singola alga rappresenta una novità assoluta che merita ulteriori approfondimenti.

Le alghe infatti contengono acidi grassi che possono essere facilmente convertiti in esteri, le molecole che si trovano nel biodiesel. L’alga Isochrysis è la specie ideale per la produzione di biocombustibili perché viene già prodotta su larga scala dall’industria dei mangimi per pesci. Inoltre è una delle poche specie di alghe che contiene gli acidi grassi alchenoni. Inizialmente l’alga è stata scartata perché produce un carburante scuro che si solidifica a temperatura ambiente. Questa particolarità è dovuta proprio agli alchenoni.

Questi composti sono formati da lunghe catene di 37-39 atomi. Secondo i ricercatori gli alchenoni possiedono ottime potenzialità per la trasformazione in biocarburanti. Da sole queste molecole non possono essere utilizzate per produrre carburante ecologico per gli aerei. I ricercatori hanno perciò sfruttato una reazione nota come metatesi olefinica, il cui scopritore è stato premiato con il Nobel nel 2005, che riesce a rompere le catene in molecole composte da solo 8-13 atomi.

Queste molecole più piccole possono essere impiegate per produrre biocarburanti per aerei. Il prossimo passo dei ricercatori sarà cercare di produrre grandi quantitativi di carburante dalle alghe del mangime per pesci.

Gli scienziati stanno esplorando anche altri possibili impieghi della Isochrysis. Nel corso della sperimentazione gli alchenoni si sono rivelati composti estremamente versatili che potrebbero trovare un impiego in diversi altri processi industriali.

29 gennaio 2015
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