Biocarburanti meno inquinanti grazie agli alberi geneticamente modificati

I ricercatori della University of British Columbia hanno messo a punto degli alberi geneticamente modificati per produrre carta e biocarburanti, inquinando meno. Solitamente infatti il processo che porta alla frammentazione delle materie prime del legno richiede l’uso di sostanze chimiche molto potenti e fortemente contaminanti che impattano sull’ambiente. Inoltre si rivela necessaria una grande quantità di energia.

L’équipe di ricerca coordinata dal professor Shawn Mansfield ha cercato di rimuovere uno dei principali ostacoli all’estrapolazione delle materie prime necessarie alla produzione della carta e della biomassa. Come illustra il docente:

Uno dei più grandi impedimenti sia per l’industria della carta e della cellulosa, sia per la più recente industria dei biocarburanti, è la lignina, un polimero del legno.

La lignina compone le pareti cellulari di molte piante e deve essere rimossa per poter sfruttare le altre componenti vegetali utili all’industria della carta e dei biocombustibili. Per eliminarla, occorre utilizzare sostanze chimiche inquinanti e una grande quantità di energia. Gli scienziati hanno perciò pensato di modificare geneticamente la composizione della lignina per renderla più flessibile e facilmente scomponibile, senza intaccare la robustezza e lo sviluppo dell’albero. Per farlo hanno introdotto nella struttura molecolare della lignina legami esterei, più facili da degradare rispetto ai legami èteri della lignina non modificata. Questi alberi crescono anche su terreni marginali e poveri di nutrienti, dove altre colture non sarebbero possibili.

La nuova lignina non solo è più facile da degradare, ma può anche essere recuperata e destinata ad altri usi, dagli adesivi alle fibre di carbonio, dagli additivi nelle vernici all’irraggiamento in edilizia. La tecnica usata per creare alberi più facili da degradare, sebbene controversa, potrebbe essere utilizzata anche su altre piante, ad esempio sulle erbe per ottenere biomassa più facilmente e sostituire i combustibili fossili con i biocarburanti. Secondo gli scienziati è opportuno trovare subito altre fonti alternative al petrolio e le piante rappresentano una grande opportunità.

Per evitare che gli alberi non geneticamente modificati vengano contaminati da quelli OGM, gli scienziati hanno già studiato delle precauzioni: isolare queste colture in terreni lontani dalle foreste per impedire l’ibridazione tramite impollinazione, rendere sterili le piante attraverso geni specifici e tagliarle prima che giungano al periodo fertile.

4 aprile 2014
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I vostri commenti
Mauro, martedì 8 aprile 2014 alle10:47 ha scritto: rispondi »

Che cavolate, tutti questi casini quando esiste la Canapa che potrebbe essere prodotta per fare carta di ottima qualità e senza tagliare troppi alberi. Ma sono talmente stupidi che non si rendono conto che, in natura, tutto quello di cui hai bisogno è già pronto. Basta saper cercare e, in questo caso, basta eliminare i pregiudizi stupidi su una pianta che cresce naturalmente in natura. Bocciati

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